Con il senno del poi siamo tutti bravi, ma alcune scelte di Sarri non ci hanno del tutto convinto. Partiamo da Jorginho che sta vivendo un periodo di appannamento. L'italo brasiliano appare meno lucido di un anno fa ed il compitino non può e non deve bastargli soprattutto se vuole pensare alla nazionale. Possibile che sia diventato improvvisamente un problema? La verità come sempre sta nel mezzo. La squadra è più lunga rispetto ad un anno fa e le distanze da coprire risultano essere più ampie e Jorginho di conseguenza spende di più nel rincorrere gli avversari. In fase di costruzione, invece, l'ex Verona deve prendersi qualche rischio in più. Un giocatore dalla sua tecnica non può accontentarsi di scarichi orizzontali a 5-10 metri senza mai tentare una verticalizzazione. Inutile snocciolare dati record di passaggi se sono fini a se stessi e non produttivi ai fini di gioco. Jorginho merita fiducia e non è diventato un brocco nel giro di pochi mesi questo è sacrosanto dirlo, ma possibile mai che qualche minuto Diawara non possa cominciarlo a fare? Si è adattato Hamsik in cabina di regia pur di non lanciare Amadou. Che senso ha prendere giovani a 15-20 milioni se poi non si ha il coraggio di inserirli anche quando il risultato è acquisito?
L'altra scelta che ha lasciato qualche dubbio è stata quella di El Kaddouri per Callejon. L'ex Brescia da fuori lista è passato subito in campo. Una mossa che a molti è apparsa come se Sarri avesse voluto fidarsi dell'usato sicuro e non di Giaccherini giunto quest'anno in azzurro e ufficialmente battezzato come vice Callejon. La mossa El Kaddouri può essere giustificata per dare più fisicità all'attacco e ci può stare, ma che segnale si dà al gruppo, sempre unito e professionale, se in campo ci fa un fuori lista e non uno che si è sempre allenato ed ha sfruttato la sosta per aumentare il minutaggio in campo? La pulce solitaria di Talla ha dovuto guardare dalla panchina un'altra gara dalla panchina dopo i pochi minuti di Bergamo dove ha fatto il suo esordio stagionale.
Ogni partita ha la sua storia ed ogni scelta ha il suo perchè, condivisibile o no. De Laurentiis ha speso 128 milioni per ampliare la rosa, ma finora dei nuovi arrivati abbiamo visto con continuità solo Maksimovic, Milik, Zielinski. Da premettere che il serbo è riuscito a giocare solo perchè Albiol si è infortunato e lo stesso Sarri ha detto che l'ex Torino, pur giocando, ancora non è al top. Valorizzare la rosa e gli investimenti della società è un dovere, altrimenti avere una rosa ampia ha poco senso e può creare fraintendimenti pericolosi. Pensare che quando arrivò a Napoli, qualcuno definì Sarri aziendalista. Ora i giudizi sono cambiati troppo velocemente. Il calcio non ha riconoscenza e dimentica in poche gare ciò che di buono hai fatto. C'est la vie...
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