di Marco Galiero - Twitter: @GalieroM
Esterofilo come la maggior parte dei giovani italiani, Aurelio De Laurentiis pare sempre più attratto dalle vicende che che riguardano gli Stati Uniti e non solo. Un po' perchè, forse, in Italia non ci sono le infrastrutture adatte allo sviluppo del territorio. Un po' perchè, come si dice di solito, l'erba del vicino è sempre più verde. E magari anche perchè all'estero non sei mai un imprenditore solo: lo Stato ti tende la mano, ti sovvenziona economicamente e, soprattutto, ti lascia 'fare'. In effetti, è proprio questo ciò che recrimina il patron del Napoli alle istituzioni italiane e, più nello specifico, all'assessorato partenopeo: il continuo tarpare le ali a chi, come lui, ha bisogno di volare. Sì, perchè De Laurentiis non vuole fare la parte dell'ultimo arrivato. E' un imprenditore che vuole portare lontano il Napoli.
Lontano, fino in America, dove proprio ora sta investendo dei capitali per mettere su una squadra di calcio femminile. Rimane affascinato anche da talune manovre messe a punto nella più vicina penisola iberica, De Laurentiis. Infatti, come afferma durante il convegno tenuto alla facoltà di Economia della Federico II nei giorni scorsi: "La Spagna ha sempre potuto offrire più soldi ai propri calciatori. In Spagna c'è l'azionariato pubblico. Tantissime volte, il Real ha visto momenti di crisi finanziaria e la città di Madrid l'ha sempre sovvenzionato".
Così, il patron prende spunto dalle manovre straniere e si mette al lavoro per due importanti progetti per il futuro del Napoli. Uno è il San Paolo, l'altro è il centro per il settore giovanile, una struttura per la "cantera". Inoltre, è prevista anche la costruzione di una clinica: 7mila metri quadrati da da dedicare ad un centro medico da mettere a disposizione dei napoletani. Le formazioni del vivaio si allenano e giocano a Sant'Antimo da due anni in attesa della costruzione di una casa. Il presidente vorrebbe edificare la struttura in un'area tra Ercolano, Torre Annunziata e Pompei. 10 milioni per la costruzione di 10 campi, della palestra, della piscina, di una foresteria e di locali dove consentire ai ragazzi di approfondire gli studi.
Il presidente partirebbe con i lavori appena sarà messo a disposizione il terreno, in un'area di 200mila metri quadrati. Tuttavia, s'attende una risposta concreta del comune che deve mettere a disposizione la superifice territoriale di competenza. Il progetto vale, senza dubbio. Sarebbe la prima vera mossa a favore dei giovani e dei cittadini partenopei. Ogni club di calcio che si rispetti, d'altronde, ha alla base della propria filosofia la programmazione.
Rinnovare le forze attingendo dal proprio vivaio è essenziale per una squadra e a Napoli, poi, ha un sapore abbastanza particolare: ne è un esempio la storia di Lorenzo Insigne che da ragazzino delle giovanili è passato ad essere un vero e proprio 'top player' della nuova squadra. Insomma, le regioni straniere, dall'Europa agli Stati Uniti offrono lezioni di civiltà e di organizzazione. De Laurentiis è ispirato: questa potrebbe essere l'occasione giusta per rendere grande il Napoli.
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