L'editoriale di Umberto Chiariello a "Campania Sport", su Canale 21, nel post-partita di Juventus-Napoli 2-0
"Quarta sconfitta in 10 partite. Il Napoli dopo 10 giornate di campionato â e non siamo su "Scherzi a parte", ve lo garantisco â è alla metà dei punti della Lazio che quest'estate era considerata una candidata per lottare per non retrocedere. Non sto scherzando. Il clima a Roma era questo, al punto che a Gattuso hanno fatto un contratto, come noto a tutti, che si sarebbe guadagnato il rinnovo se fosse riuscito a entrare nelle prime 12. Aveva subito un'eliminazione in Coppa Italia col Mantova. Il clima avvelenato tra tifoseria e presidente è noto che dura.
Bene, la Lazio fa la più grande partenza della sua storia: nove vittorie su 10 partite e un pareggio, un record incredibile, 28 punti su 30. Il Milan approfitta dell'ormai conclamata idiosincrasia da derby dell'Inter, che ne sta perdendo a pacchi sfusi, nonostante abbia in questi anni letteralmente dominato sul Milan (circa 70 punti di differenza tra le due squadre in campionato accumulati negli ultimi anni, con l'Inter che ha vinto tanti trofei, però nei derby perde puntualmente).
E questa è una notizia pessima per il Napoli e per i tifosi del Napoli che, al di là della voglia di vedere l'Inter sconfitta come la nuova Juve (praticamente sostituita nel "odio sportivo" partenopeo), la vittoria del Milan apre al Milan uno scenario diverso. Gli dà quel colpo di coda che la mette in corsa per un campionato da vertice. Avesse perso dopo il Bologna anche il derby, sarebbe stata crisi per Fonseca, per il Milan, e sarebbe stato per noi manna dal cielo. E invece è stato un brutto presagio questo derby che ha visto il Milan trionfare 3-1.
Il Napoli era chiamato a rispondere. Si parlava di una Juventus a pezzi. La Juventus era l'occasione irripetibile per andare a vincere a Torino. Ma come bisognava andare a vincere a Torino? Scompare dal radar Milinkovic-Savic: si parla di risentimento muscolare o forse la scelta di far giocare Meret lo ha fatto arrabbiare? Non ne ho idea, quindi non posso fare nessuna illazione. Scompare dal radar, ma soprattutto scompare dal radar perché rimane in albergo Rasmus Hojlund. Non stanno bene Anguissa e Rrahmani. Rrahmani parte dalla panchina.
La panchina del Napoli è una panchina d'altri tempi, quando si portava il 13° e il 14° e a un certo punto si sono portati cinque uomini in panchina. C'erano soltanto Rrahmani, decimato dagli acciacchi attuali, il disastroso Beukema bocciato (se non gioca manco quando non c'è nessuno vuol dire che è bocciato), Gilmour unico centrocampista e due sottopunte come Vergara e Simeone. Punto. Non c'era altro: una serie di ragazzi della Primavera a far da contorno, oltre al portiere di riserva che era Contini.
Il Napoli parte con la formazione identica a quella che si può considerare la titolare degli ultimi tempi, 4-3-3, con la differenza che al centro dell'attacco c'è Lucca e non Hojlund. Però Lucca parte bene: dopo 2 minuti di gioco, 7 minuti di gioco, Lucca ha la capacità di avvitarsi su un bellissimo cross di Politano e Vicario fa un miracolo. E Lucca i primi 20 minuti si muove in maniera da centravanti che uno dice "caspita, allora c'è". Il Napoli ha due palle gol, la seconda con Noa Lang che non centra la porta manco a pregarlo in ginocchio. 20 minuti, due palle gol, due anche per la Juve perché c'è il palo di Cabal di testa/di spalla, il tiro alzato alle stelle di Adzic su una bella imbeccata all'indietro.
Ma è una partita che poi è destinata allo 0-0. Paura da entrambe le parti: cioè il Napoli si accontenta, la Juve ha paura, è una partita noiosissima, bruttissima, destinata allo 0-0. Fino a che poi non si accende un giocatore, che è il bosniaco che ha 19 anni, che ha talento e anche la sfrontatezza di tirare dal cilindro fuori un sinistro pazzesco che Meret non può proprio evitare. Il Napoli rimane in 10, non riesce a far nulla. Boga entra al posto di Adzic, anche lui trova un altro tiro in beata solitudine al limite dell'area. Anche questo per Meret imparabile.
Ora ovviamente ve la prenderete con Meret, il quale c'entra come il cavolo a merenda. Già mi sono arrivate un paio di telefonate minatorie addirittura su Meret. E vabbè, fa parte della vita di questi tempi dove veramente la maleducazione è diventata il regno imperante degli imbecilli. Fatto sta che il Napoli dopo 20 minuti è scomparso dal campo. Il secondo tempo del Napoli, quando sono usciti De Bruyne e Di Lorenzo, è un secondo tempo raccapricciante. Mi dicono che Vicario sia andato a farsi il caffè, poi l'hanno invitato a mangiarsi una pizza, nessuno se n'è accorto che non ci fosse in porta perché il Napoli non si è mai presentato dalle parti di Vicario.
à stato un secondo tempo raccapricciante. à vero, non c'era questo, non c'era quello, non c'era quell'altro, ma la formazione del secondo tempo vedeva in campo comunque un centrocampo composto da Anguissa, Gilmour e McTominay, un attacco con Politano (21 milioni), Lucca (35 milioni) e Lang (27 milioni), giusto per ricordare quanto sono costati questi signori, e Politano li ha restituiti tutti fino all'ultimo centesimo.
Il Napoli è inesistente, in certe partite è inesistente. Quarta sconfitta. Sta a 14 punti, la Lazio a 28, la metà e la metà , come "fiere vecchie" si dice a Napoli. Vabbè. Ma è a 9 punti dal Como, la zona Champions, e a sette punti dal Milan, e la Juve se n'è andata a tre punti. La cosa che ci fa ancor più male è che è a sei punti dal Frosinone che ha pur battuto 3-0. Pensate un po' che stagione devastante e negativa è questa. E se non si chiamasse Massimiliano Allegri l'allenatore del Napoli, stasera chiederemmo la testa, cosa che non faremo ovviamente perché in questo momento ogni riflessione va sospesa in attesa di Oporto e della Lazio che viene proprio lei a ora di pranzo, a mezzogiorno di fuoco, domenica prossima.
La zona Champions è lontanissima. La situazione è molto grave per gli infortuni, per le malattie, per gente che marca visita all'improvviso, ma soprattutto perché questa squadra non esiste, scompare. Io posso capire anche di perdere le partite, ma così, senza mai provare a tirare in porta una volta? Pure che ti portavi a casa questo 0-0 squallidissimo, che significato poteva avere dopo che avevi dato dei segnali di vita abbastanza interessanti: quattro gol al Bodo, tre alla Roma che in questo momento è strabiliante, tre al Frosinone che sta davanti a noi di sei punti. E anche l'ultima partita il Napoli aveva segnato tre gol.
E ora, di fronte a Spalletti che stava con la tagliola sulla capoccia, ci ripresentiamo con due palle gol in 20 minuti e poi scompariamo dal campo. Ogni giudizio non può che essere negativo e partire da questo dato: il Napoli non è una squadra. Se partiamo da questo punto di vista, ogni ragionamento è possibile".