L'editoriale di Chiariello: "La storia farà giustizia! Tra anni nessuno si ricorderà di questo decimo posto"

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L'editoriale di Chiariello: La storia farà giustizia! Tra anni nessuno si ricorderà di questo decimo posto

L'editoriale di Umberto Chiariello a Canale 21

Ultime notizie. Il giornalista Umberto Chiariello ha commentato la partita Napoli-Lecce 0-0 nel suo consueto editoriale per Canale 21, su Campania Sport.

Dopo 14 consecutivi il Napoli abbandona le coppe europee. Un duro colpo per il ranking azzurro, che conta molto per le posizioni e le possibilità che si possono avere in Europa. Con il Lecce al Maradona si è vista l’ennesima vergogna, lo sperpetuo è finito. Questa stagione indecente è finita nel modo peggiore. Il Napoli non meritava di andare in Europa quest’anno, il Torino a Bergamo ha preso 3 gol ma va a sperare in una Conference. Se la Fiorentina vince in finale al Toro si aprono le porte della terza coppa europea. Per le squadre più importanti del campionato è coppetta, ma per le squadre che non vedono le coppe mai non lo è affatto. Forse è più giusto così, non è giusto quello che abbiamo visto in campo: una roba indecente.

Una squadra che non ha voglia di vincere, che qualche volta tira fuori qualche colpo estemporaneo perché la qualità c’è. Quel Ngonge così poco utilizzato, ogni volta che entra, dimostra di vedere la porta e di essere in grado di far male agli avversari. Chissà perché non gioca quasi mai. Cajuste si è ricordato che gioca al calcio e ha persino preso un palo deviato da un difensore, non so dove sarebbe andato quel tiro. Per il resto è stato un qualcosa di aberrante, un possesso palla sterile e stucchevole con gente ferma in campo, senza nessuna volontà di vincere.

Perfino i cronisti di Dazn, che sono assolutamente neutrali rispetto alle vicende napoletane, hanno detto: ‘Ma questi non hanno voglia di vincere, come mai. L’Atalanta sta vincendo col Torino e hanno l’occasione per rientrare in Europa e niente’. Sentire Calzona in conferenza stampa è come sparare sulla Croce Rossa. Calzona è il peggior allenatore della storia del Napoli nell’era De Laurentiis. Perché prima, non scherziamo, ne abbiamo avuti di peggio: Santin, Agostinelli, Giacomini, Mutti, vi potrei fare un elenco bello lungo. Ma nell’epoca De Laurentiis, lo dicono i fatti, Calzona ha realizzato una media punti clamorosa in negativo: 1.21, 17 punti in 14 partite, ha vinto solo 3 volte.

E’ stato capace di fare peggio dell’ormai ex allenatore Mazzarri: 1.25, altra media quasi da retrocessione. E quando scopriamo che la media di 1.75 di Garcia ci avrebbe portato in Europa, partono i rimpianti perfino per il francese, che invece è stato l’origine di tutti i mali. Tra le scelte dissennate di De Laurentiis di questa stagione, al quale vanno i fischi e i cori di contestazione delle due curve che si è meritato senza se e senza ma. Ognuno deve essere padrone del suo destino e responsabile delle proprie azioni. Se De Laurentiis ha fatto quello che ha fatto quest’anno, è normale che venga contestato e fischiato, così come è stato osannato nel momento della vittoria. Il trend di Garcia, però, andava in discesa clamorosa. Nell’ultima settimana era stato capace di non battere l’Union Berlin, che in quel momento era una squadraccia inguardabile, e di perdere in casa con l’Empoli.

Il problema non è stato l’errore di sostituire Garcia, che quasi quasi De Laurentiis ha ributtato addosso alla stampa, l’errore è stato sostituirlo malissimo con due pseudo tecnici che tali non sono. Perché Calzona non ha mai allenato in Serie A e Mazzarri ormai non allenava da anni, nell’ultimo decennio era stato un disastro fino a Cagliari. Lì aveva raggiunto l’apoteosi di inanellare una serie di sconfitte talmente alta che il Cagliari, che gli aveva fatto un contratto di tre anni, l’ha portato quasi in tribunale. La scelta non era mandar via Garcia, che era una scelta sbagliata all’inizio, come si è poi rivelata sul campo sin dal ritiro di Dimaro. Poteva essere una scelta con un senso almeno sulla carta, ma poi hai visto che non funzionava e avevi chiuso l’accordo con Tudor. Era un allenatore vero, che a me non fa impazzire sia chiaro, con una squadra che stava al quarto posto.

Con Garcia hai sbagliato due volte De Laurentiis, la prima quando l’hai preso e la seconda quando l’hai commissariato. O lo mandi via subito, dopo Napoli-Fiorentina, perché vai alla Luiss e lo sconfessi pubblicamente e parli di Conte, oppure vai nello spogliatoio e dici: ‘Questo è il vostro allenatore e ve lo tenete’ stile Berlusconi. ‘Mi avete costretto a mandarlo via’, si però tu dopo hai preso Mazzarri e Calzona. Una cosa che se rifai 20 anni di calcio non la faresti mai. Caro De Laurentiis, a Palazzo Petrucci, ti feci una domanda che ti ripeto anche stasera. Hai detto che dagli errori si impara, parte una rifondazione, che non è un dramma uscire dalle coppe, faremo un Napoli fortissimo.

Perfetto se la tua risposta si chiama Antonio Conte, visto che Gasperini, come era prevedibile, ha scelto di restare a Bergamo e tu lavoravi contemporaneamente su due top trainer. Conte sembra l’uomo individuato, Manna è già stato individuato a marzo, si parla dell’arrivo anche di Oriali e di altri uomini in società. Se queste sono le cose che farai, allora vuol dire che hai capito i tuoi errori perfettamente, hai capito come ripartire. Ti giochi l’all in, adesso non puoi sbagliare e né recedere da queste cose, le devi andare a finalizzare. Perché quello che è accaduto oggi supera ogni umana decenza. Oggi, poi, chiaramente partiranno le dietrologie: questa è quasi come Napoli-Verona. Che è successo? Tutte le sciocchezze che avete tirato fuori per Napoli-Verona le tirerete fuori anche per Napoli-Lecce, o è una squadra che ormai è incapace mentalmente di vincere una partita. Tra i tanti striscioni durissimi, che non posso criticare perché il pubblico quest’anno è stato perfino troppo paziente e buono con questa squadra, io avevo chiesto una bella contestazione che non gli hanno neanche fatto figuriamoci, stasera chiudo con uno striscione tra i meno reclamizzati. E’ stato inquadrato ad inizio partita: ‘Un anno si può sbagliare, uno scudetto è per sempre’. Questa mi sembra una grande verità. Bearzot e Lippi hanno sbagliato un Mondiale clamorosamente ma rimarranno nella storia per quello che hanno vinto. I tifosi si sono dimenticati gli sperpetui di Ferlaino, che sono stati tanti, oggi passa per un grande presidente perché si ricorda solo quello che ha vinto.

Tra anni la storia farà giustizia, Osimhen e Kvara saranno ricordati come degli eroi, dell’anno del decimo posto non se ne ricorderà nessuna. Quindi è giusto salutare molti di loro che andranno via con l’affetto che gli si deve, anche se hanno sporcato lo scudetto dell’anno scorso con una stagione veramente indecente, della quale sono anch’essi responsabili. A patto però che questo non sia l’inizio di una slavina. Un anno si può sbagliare, lo scudetto è per sempre. De Laurentiis, il nuovo libro sarà dal titolo: Sarò Con-te”.

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