Fabrizio Vettosi, celebre economista e consulente economico-finanziario di diverse aziende e club di calcio, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di Radio Marte durante la quale ha analizzato i bilanci della SSC Napoli. Ecco le sue dichiarazioni così come riportate dall'emittente.
"Il fatturato del Napoli, con una stabile partecipazione fruttuosa alle coppe europee può arrivare al massimo a 250 milioni, Inter e Milan sono sui 400, lâInter ha superato anche quota 500 questâanno. Quindi ciò che è stato fatto dal club è davvero eccezionale, nel controllo dei conti come nelle vittorie sportive. Stabilità e sostenibilità sono le due parole che devono permeare il futuro del Napoli. Grazie a questi principi il club ha accumulato ingenti risorse, a partire dallâera Mazzarri, non dissipate o spese male.
Il che ha consentito di alzare il livello di investimenti negli ultimi anni ma anche di assorbire stagioni complicate, per esempio quella del Covid o il decimo posto del 2024, senza problemi. Questo perché, come dico sempre, sono i risultati economico-finanziari a determinare quelli sportivi e non viceversa. Chi la pensa diversamente non ha vita lunga, abbiamo i recenti esempi di Juventus e Roma che lo dimostrano. E il club azzurro sta facendo notevoli passi avanti nei ricavi commerciali, anche passando dal contesto locale a quello internazionale, grazie al lavoro di Bianchini e del suo staff"
Vettosi passa poi a delineare le prospettive future del Napoli (qui il focus) sotto il profilo finanziario. âGià nella prossima stagione il club, innanzitutto dovrebbe abbassare il monte ingaggi più o meno del 30%, perché questo ridarebbe lâindipendenza finanziaria dalla gestione corrente, ridarebbe già dalla gestione corrente un equilibrio economico-finanziario. Il che significa che tutto ciò che viene poi dallâeventuale valorizzazione dellâeconomia finanziaria diventerebbe un profitto, che il club di solito ha sempre reinvestito per potenziare squadra e società . Perché ricordiamoci che il Napoli tutto quello che ha guadagnato, in plusvalenza, lâha reinvestito per il 92% nel corso degli anni, senza che gli azionisti si siano spartiti i dividendi. Dai circa 150 milioni lordi attuali (stipendi calciatori e staff tecnico), il monte ingaggi del club dovrebbe avvicinarsi ai 100, ma anche 120 potrebbero andare beneâ.
Ne consegue che il secondo punto sarebbe quello di ringiovanire la rosa, che è poi il combinato disposto rispetto al primo puntoi. Lo svecchiamento della rosa consente non solo di ridurre lo stipendio medio ma anche di avere potenziali plusvalenze dai calciatori in caso di cessione. Per i giocatori che hanno sui 30 anni questo è difficile che avvenga, ovviamente. Non so poi se queste intenzioni saranno illustrate da De Laurentiis a Conte, io faccio solo analisi economiche e ho grandissima stima dei manager De Laurentiis e Chiavelli.
I parametri che hanno di fatto bloccato il mercato del Napoli sono cambiati. Lâarticolo 90 è stato modificato (qui i dettagli del âLodo-Napoliâ). Se a gennaio il rapporto tra il costo totale del lavoro (stipendi + ammortamenti + commissioni) e i ricavi doveva essere di 0.8, in estate sarà di 0.7. Lo spiega Vettosi, aggiungendo: âEâ stato però introdotto questo mitigante, questa possibilità di coprire il differenziale attraverso il vincolo delle riserve di utili accumulate e disponibili. Il Napoli ne è in abbondanza, per cui può coprire queste gap con le riserve di cassa. Tuttavia anche Milan, Inter e Juventus possono ora beneficiare di una modifica ulteriore. Nellâarticolo 90 câè un comma nuovo che consente oltre alle riserve di vincolare lâeventuale cessione futura dei diritti televisivi dei successivi due anni. Per quanto questi club si stiano sforzando di abbassare il monte debiti, è una cosa che francamente non mi entusiasma perché in passato abbiamo visto altri punti dei regolamenti delle norme dellâordinamento interno federale essere mitigate con questo stratagemmaâ.