L'allenamento diventa una festa: 25mila al San Paolo con la Coppa
17:15
Da Doha al San Paolo, passando per Piazza Plebiscito. Ad aprire l’anno nuovo del Napoli, in un allenamento a porte aperte d’altri tempi, è ancora lei la protagonista. Quella Supercoppa Italiana, conquistata al cardiopalma ai rigori contro la Juventus in Qatar e mostrata già da Maggio e Mesto alla folla accorsa numerosa per il concerto di fine anno. Fuorigrotta pulsa di entusiasmo, di traffico e di colori. Quelli azzurri dei ventimila (e forse anche più) che ieri hanno accolto la squadra al San Paolo per la mini seduta di allenamento, dove il Napoli si è concesso al calore dei propri tifosi, che nella seconda fredda mattina dell’anno nuovo, hanno riscaldato l’atmosfera come spesso accade nelle partite di cartello. Sono accorsi in massa, sin dalle prime ore del mattino. In tanti si sono appostati all’angolo tra via Tansillio e via De Gennaro, in attesa del pullman proveniente da Castelvolturno. Questa volta però, non c’era alcun bus ad accompagnare i giocatori al San Paolo. Sono arrivati in auto, tra le folle dei tifosi festanti che hanno totalmente paralizzato Fuorigrotta e che di conseguenza hanno tardato l’inizio della seduta, prevista inizialmente per le 10.30. E’ stato Benitez il primo a scendere in campo, con Coppa alla mano, sollevata più volte per salutare i tifosi tra l’entusiasmo generale. I distinti si riempiono velocemente, sia nel primo che nel secondo anello. Arrivano anche i giocatori, accolti sul terreno di gioco dai tanti bambini della Junior Summer Camp. A far da colonna sonora al loro ingresso, non c’è alcun musica di sottofondo, ma solo boati e cori di incitamento. Assordanti, e carichi di affetto. Il più acclamato è Gonzalo Higuain. Eroe di Doha, protagonista assoluto con una doppietta da ricordare, e un rigore trasformato da campione. Non manca il sostegno, come una costante imprescindibile, per Marek Hamsik, sempre tra i più osannati. La parata decisiva contro Padoin però, regala gloria anche a Rafael Cabral, con i decibel che si alzano pian piano nell’intonare il suo nome. Non passa inosservata la chioma bionda di Strinic, il difensore croato giunto a Castelvolturno negli ultimi giorni di dicembre, al battesimo nel suo nuovo stadio. Inizia poi il riscaldamento, con il gruppo che comincia con una corsetta sul perimetro di gioco. Nel frattempo però, l’entusiasmo generale si estende e si diffonde per la città come un eco. Sono ancora in tanti ad accorrere allo stadio, in fila per prender posto al San Paolo per poter ammirare i giocatori allenarsi con la SuperCoppa spettatrice speciale. Aperti dunque, anche i cancelli della Curva B inferiore, che nel giro di dieci minuti va riempendosi al punto di dover rendere necessario anche l’accesso al settore superiore. Nella metà campo sotto la Curva, Benitez predispone la squadra per esercitazioni con cross e tiri porta. Prima Higuain , poi Mertens, e a seguire anche Hamsik e altri, vanno in gol, provocando il boato degli spalti a festeggiare le segnature come se fosse una partita vera. Si odono già i primi e timidi elogi per Strinic. “E’ bravo però a crossare, ha un bel piede”. Terminata l’esercitazione, si ritorna a centrocampo. La tentazione di prendere la SuperCoppa in mano e festeggiare sotto i distinti è grande. A turno i giocatori la sollevano in gruppo, tra gli olè della marea azzurra. Parte poi “O’surdat innamorato”, e con essa una festa che finisce per coinvolgere e contagiare tutto lo stadio. I giocatori poi sfilano anche sotto la Curva B, capeggiati da Higuain che avvicina la Coppa ai tifosi. La bacia, la accarezza e la stringe tra le mani come la cosa più preziosa mai posseduta. Al termine della rifinitura, ressa per i palloni che i giocatori lanciano sugli spalti. Ripartono inesorabili i cori di incitamento. Acclamatissimi soprattutto Gargano, Maggio e Callejon, che all’uscita si soffermano per una lunga sosta sotto le tribune con Koulibaly, De Guzman, Albiol, Henrique e Zapata per autografi e selfie vari con i tifosi. Siparietto divertente poi anche con Juanmi Callejon, fratello gemello dell’esterno spagnolo, presente anch’egli sul terreno di gioco per osservare l’allenamento di Josè e del Napoli. In tanti infatti, hanno richiesto al giocatore del Bolivar un autografo, tratti in inganno dalla perfetta somiglianza con il fratello, convinti di avvicinare il numero 7 azzurro. Termina così una splendida mattinata, tinta d’azzurro, contornata da un affetto incredibile ad accompagnare il Napoli alle porte del nuovo anno, che i tifosi sperano possa essere quello giusto per regalarsi ancora tante gioie e soddisfazioni, anche maggiori magari di quelle provate in un 2014 sicuramente da ricordare.

