L’atmosfera sarà diversa, stavolta. Il ricordo dei napoletani va ovviamente a quel 3 maggio, un giorno che non verrà mai dimenticato: il Napoli conquista la sua seconda Coppa Italia dell’era De Laurentiis, ma prima della finale trova la morte Ciro Esposito, un ragazzo che, come tanti, era andato lì per assistere alla finale, pronto a festeggiare un eventuale trionfo. Quella coppa rappresenta Napoli, nella sua interezza. Da un lato, tutta l’euforia di una piazza che ha trascinato la squadra per tutta la competizione, per dare senso a una stagione che in Europa e in campionato non riesce mai a vederli protagonisti. Tutto coronato da quel successo contro la Fiorentina. Che è segnato, però, dalla scomparsa di un giovane tifoso, coinvolto negli incidenti del pre-partita. Forse, troppa euforia in questo caso. Chissà quante volte ci siamo chiesti cosa sarebbe successo se ci si fosse messi al riparo, se si fosse scappati dal pericolo. Quello che resta è solamente il ricordo di una persona che non ha pensato a tutto questo e che non ha potuto vedere il Napoli alzare quella coppa che gli è stata dedicata, da tutti. Ed è rivolgendogli ancora una volta un pensiero, che gli azzurri esordiscono in Coppa Italia quest’anno. A tutti glie effetti, è proprio la coppa di Napoli e del Napoli. Intanto, però, stasera al San Paolo arriva l’Udinese di Stramaccioni, una squadra da non sottovalutare. Il Napoli non può fare brutte figure, dal momento che è detentore della coppa. Per Benitez, è un’occasione ottima per valutare meglio i nuovi acquisti e dare spazio a chi non ne ha avuto molto nel corso della stagione, dando modo di rifiatare anche ai titolari. Largo a Gabbiadini, Zapata e Strinic dal primo minuto, dunque. La voglia di mettersi in mostra potrebbe dare al Napoli la brillantezza necessaria per superare l’Udinese e accedere ai quarti di finale. Uno sguardo al tabellone lo avranno dato anche Benitez e la società . Gli impegni di Coppa Italia, infatti, sono tutti alla portata del Napoli: ai quarti (il 4 febbraio) gli azzurri affronterebbero una tra Inter e Samp, mentre in semifinale (andata il 4 marzo e ritorno l’8 aprile) le candidate sono Milan o Lazio; l’altra finalista dovrebbe essere una tra Juventus e Roma, che inseguono la decima Coppa Italia; la finale si disputerà il 7 giugno. Il tutto renderebbe, quindi, la vittoria del trofeo ancora più ricca di significato. Anche perché si affiancherebbe alla Supercoppa e vincere due trofei addolcirebbe il cattivo ricordo del mancato accesso alla Champions League. Inoltre, permetterebbe di ridare vita ad un altro ricordo, quello di Ciro, ma stavolta in un modo tutto diverso. E anche molto più bello.