La corsa all’indietro. Roma, Lazio e Napoli sembrano fare a gara a chi spreca di più le occasioni per conquistare matematicamente la qualificazione in Champions. Nessuna vuole chiudere i conti prima e per forza di cose, a tre giornate dalla fine, è ancora tutto in gioco. Chi ha da farsi perdonare molto nell’ultimo turno di campionato è senza dubbio la squadra di Benitez. Rispetto alle capitoline, che hanno perso contro Milan e Inter, la formazione azzurra si è fatta bloccare dal Parma. Bastava veramente poco per portarsi a -2 dalla Roma e - 1 dalla Lazio. Invece no, il solito gruppo si è fatto mancare lo stimolo giusto e si è dovuto accontentare di un pareggio. Che paradossalmente è stato positivo perché ha permesso di recuperare un punto rispetto alle altre due. Dopo il triplice fischio finale del Tardini in tanti sono rimasti delusi ma andando a dare uno sguardo alla classifica ci si rende conto che la zona Champions è sempre la. Anzi, un gradino più vicino. Se proprio si vogliono fare delle previsioni a lungo raggio, si può dire che se il Napoli le dovesse vincere tutte le gare che mancano sarebbe ufficialmente in Champions superando la Lazio. Se poi la Roma non dovesse avere il giusto ritmo, addirittura si potrebbe arrivare dietro la Juventus.
LE OCCASIONI PERSE. Di solito quando le big incontrano le cosiddette piccole il risultato sembra scontato. Con il Napoli non è così. Nella testa dei calciatori, quando di fronte c’è un’avversaria più debole, scatta uno strano meccanismo che non gli consente di concentrarsi e vincere in scioltezza. Anzi, addirittura si va in difficoltà e si rischia il tracollo così come è successo ad Empoli. Domenica pomeriggio contro il Parma sarebbe servito veramente poco per incassare i tre punti ma Andujar e soci si sono voluti far male da soli subendo due gol incredibili e reagendo solo nella ripresa quando sono entrati in campo i cosiddetti big. I problemi degli azzurri, però, partono da lontano. Praticamente dalla sconfitta casalinga alla seconda giornata con il Chievo. Poi il ko con l’Udinese e le rimonte subite in casa contro Palermo e Cagliari. Per non parlare delle scoppole sempre con i rosanero, il Toro e il Verona in trasferta. Per arrivare poi alla gara con l’Empoli e quella dell’altro giorno con il Parma. A questo punto, considerato che lunedì arriva il Cesena già retrocesso al San Paolo, c’è da preoccuparsi. Sì perché se vale la regola della continuità stagionale, allora gli uomini di Mimmo Di Carlo possono davvero fare un brutto scherzo ai partenopei. E sarebbe proprio la fine di una rincorsa Champions che dura da sempre. Con la Lazio che va a Genova con la Samp e la Roma che ospita l’Udinese, sarebbe opportuno incassare assolutamente la posta in palio senza fare scherzi. Pure perché le giornate alla fine ne resterebbero solo due e quindi non ci sarebbe tempo materiale per recuperare. Sarebbe un successo arrivare all’ultima di campionato con lo stesso gap attuale dalla Lazio. Con un -3 e una gara casalinga da giocare ci potrebbe essere l’aggancio e quindi il passaggio del turno per gli scontri diretti.
LE SCELTE DI RAFA. Giusto attaccare la squadra dopo l’ennesimo approccio sbagliato con il Parma. Ma un po’ di colpe ce l’ha anche Benitez. Nessuno vuole criticare il suo operato. È un signor allenatore ma quando sbaglia vanno evidenziati anche i suoi errori. Giusto pensare alla gara di giovedì con il Dnipro facendo riposare i pezzi previati. Ma se poi quest’ultimo devono entrare nella ripresa dannandosi l’anima per cercare di ribaltare il risultato, allora tanto vale la pena utilizzarli dall’inizio per poi farli uscire una volta che hanno messo al sicuro la partita. Invece no, otto cambi rispetto al match di Europa contro gli ucraini e si è assistito ad un primo tempo davvero molto brutto. Poi dopo il riposo il tecnico ha pensato opportuno di cambiare le carte in tavola e qualcosa in più si è fatto. Non è normale regalare sempre un tempo agli avversari ma sta diventando una routine. Almeno in questa fase finale del torneo di serie A sarebbe opportuno rimanere concentrati giocando sempre con le motivazioni al massimo. Soprattutto con il Cesena perché poi con Juventus e Lazio non ce ne sarà bisogno. Sta di fatto che giovedì gli azzurri si giocano una parte della stagione nella semifinale di ritorno a Kiev contro il Dnipro. La conquista della finale di Varsavia potrebbe avere due effetti: o caricare al massimo tutti o demotivarli per il match contro la prossima squadra già retrocessa. Ma quest’ultima ipotesi meglio scartarla perché di sprechi ne sono stati fatti già tanti.