Giugno duemilaquindici: contratto in scadenza e poche certezze sul futuro. Il nuovo anno si apre con una vecchia incognita, legata alla permanenza di Rafa Benitez. Il diretto interessato non lascia trapelare nulla, elude puntualmente l’argomento, rimandando ogni discorso a primavera, quando finalmente il quadro diventerà più nitido. La società, con De Laurentiis in testa, sarebbe ben felice di proseguire il rapporto con l’allenatore spagnolo che nel giro di un anno e mezzo ha già conquistato due trofei. Sono tanti, però, i motivi di riflessione per il tecnico: famiglia lontana, strutture da migliorare, fatturato non adeguato per competere a determinati livelli, come egli stesso ha sottolineato a più riprese nell’arco della stagione ancora in corso di svolgimento, e la possibilità di correre, dal duemilasedici, per la panchina spagnola. Il sogno di una vita, il traguardo massimo per un tecnico che con le squadre di club ha vinto praticamente tutto. Tante ragioni per dirsi addio ma l’epilogo, in ogni caso, non è ancora scontato. Si possono azzardare previsioni sul futuro, ci si può tranquillamente sbilanciare a favore del no, per i punti di cui sopra ma non possono essere esclusi a priori clamorosi colpi di scena. Si resterà nel limbo ancora per un po’, fino a quando non ci saranno comunicazioni ufficiali, magari attraverso una conferenza a stampa a reti unificate, per ricordare il consueto discorso di fine anno tenuto da Giorgio Napolitano. Il Presidente della Repubblica, dopo un lungo tiremmolla, ha annunciato le sue prossime dimissioni e ha invitato il parlamento a scegliere il nuovo capo dello Stato. Ha sciolto le riserve, senza lasciare domande in sospeso. L’Italia, nel giro di poche settimane, avrà il suo dodicesimo Presidente. Discorso diverso a Napoli dove nemmeno l’anno nuovo ha favorito chiarimenti sulle reali intenzioni dell’allenatore iberico. Un’impasse che potrebbe incidere sulle scelte di mercato, attuali e future, per non dire delle situazioni riguardanti il campo, con alcuni giocatori legati a doppio filo al Mister e dunque desiderosi di conoscere le strategie future della società e dell’allenatore. Sarebbe grave superare certi limiti temporali, programmare con ritardo la prossima stagione. Per queste ragioni si impone un chiarimento, una decisione definitiva, per evitare spiacevoli imprevisti, per non rovinare quanto di buono è stato fatto negli ultimi diciotto mesi. Un monito può arrivare dal passato e dalla infinita tiritera con Mazzarri, protrattasi fino all’ultima giornata di campionato. Finì male, con una separazione condita da veleni e sospetti. Una vicenda sgradevole che deve servire da lezione.