E ora per avere la certezza della Champions non resta che vincere l’Europa League. Manco fosse facile. Alzare il trofeo internazionale sarebbe un’impresa epocale. Su questo non ci sono dubbi. Ma soprattutto darebbe al Napoli due enormi soddisfazioni in un colpo solo. La prima è quella di un trofeo prestigioso. La seconda è quello dell’accesso alla massima competizione europea, che garantirebbe alla società la possibilità di investire anno dopo anno. Ma parlare di vittoria di Europa League non è cosa da fare a cuor leggero. Può farci un pensierino il Napoli di adesso, che giovedì ha la possibilità di accedere ai quarti e incrociare le dita in vista del sorteggio di venerdì. Ma tra l’arrivare in fondo e vincere c’è una grande differenza. Sembra essere questa la scommessa di Rafa Benitez, che a quanto pare ha scelto di puntare tutto sulla coppa. La strategia, teoricamente, può essere pure giusta: ma riuscirà davvero il Napoli a vincere questo trofeo?
SEGNARE PIà DEGLI ALTRI. L’assunto di Benitez è risaputo: è importante fare un gol in più degli altri. Sicuramente è così, ma forse il concetto è più da coppa che da campionato. E infatti Rafa è soprannominato (non a caso) “Re di coppe”, proprio per la capacità di far rendere al meglio le sue squadre in questo tipo di competizioni. Lecito sperare in un successo in Europa League? Perché no. Ma in campionato, invece, il discorso è molto diverso. Prendere troppi gol, come fa il Napoli, non porta a niente. 39 reti incassate lo scorso anno, già 35 adesso. Troppe. La differenza con Juventus, Roma e anche Lazio, è abissale. Il teorema di Benitez in campionato non funziona. E lo si vede dal deludente risultato dello scorso anno. Terzo posto ed esclusione ai play off di Champions. Si dovevano migliorare tante cose, ma non si è migliorato proprio niente. Anzi, la squadra si è indebolita sul mercato estivo, e i punti di differenza in classifica sono ben nove rispetto a un anno fa.
MA QUALE ANTI-JUVE. Tutti i dati sono col segno negativo. E meno male che il Napoli (così come nella scorsa stagione) doveva recitare il ruolo di inseguitore della Juventus. Un attestato che il Napoli si è dato da solo, ma che ha sempre disatteso. Lo scorso anno ben 24 punti di distacco dai bianconeri. Un abisso. Juventus mai avvicinata concretamente. E lo stesso si è detto quest’anno. L’inaspettato addio di Conte aveva alimentato le speranze di poter lottare davvero per lo lo scudetto. Anche De Laurentiis è incautamente caduto nel tranello. Ma il Napoli non si è mai avvicinato alla Juventus, perdendo anche lo scontro diretto dell’andata. Oggi, a 11 giornate dalle fine del campionato, i punti di distacco sono già 18.
RUOLI RIBALTATI. Non solo il Napoli non è mai stato un inseguitore della Juventus, ma non lo è stato neanche della Roma. Niente aggancio, niente sorpasso. Neanche ci è arrivato all’incrocio decisivo per il sorpasso. Ed anzi, oggi la squadra di Benitez da pseudo inseguitrice si è ritrovata ad essere inseguita (e pure sorpassata) dalla Lazio. Fiorentina, biancocelesti e Sampdoria costringono gli azzurri prima a guardarsi indietro e poi addirittura a inseguire per un terzo posto finito anch’esso a rischio. Possibile che doveva essere questo il Napoli di Benitez?