Il nuovo acquisto divide Firenze, scoppia il caso Solomon: il motivo
23:30
Domenica alle 15, allo stadio Artemio Franchi, la Fiorentina si gioca una fetta decisiva di salvezza contro la Cremonese. Alla vigilia della sfida, però, l’attenzione si è spostata dal campo alla politica. L’arrivo di Manor Solomon, attaccante israeliano prelevato in prestito dal Tottenham, ha acceso una forte polemica legata alle sue prese di posizione sul conflitto in Medio Oriente.
Il caso Solomon divide Firenze
Classe 1999, esterno offensivo rapido e tecnico, Solomon vanta un percorso internazionale articolato: dalla crescita in Ucraina con lo Shakhtar Donetsk alle esperienze in Premier League e Championship, fino alla parentesi poco fortunata al Villarreal. Proprio in Spagna erano già emerse contestazioni per alcune sue dichiarazioni politiche, che ora riemergono anche in Serie A.
Negli ultimi anni il calciatore ha espresso pubblicamente sostegno al governo israeliano guidato da Benjamin Netanyahu, con post sui social che hanno fatto discutere. Tra questi, frasi come “Hamas non ha mai fatto nulla per i palestinesi, Israele ha il diritto di difendersi” e “L’esplosione dell’ospedale di Gaza è senza dubbio colpa del lancio fallito di un razzo da parte del Jihad Islamico. Uccidono il loro stesso popolo e danno la colpa a Israele”.
A rendere il caso istituzionale è stato l’intervento di Jacopo Madau, segretario provinciale di Sinistra Italiana e assessore a Sesto Fiorentino, che ha scritto: “Non sei il benvenuto a Firenze – Ultimi o non ultimi, chi non ha mai nascosto il proprio sostegno alle politiche genocidarie di Netanyahu non è il benvenuto a Firenze e non può rappresentare la nostra città e la Fiorentina”. Le parole hanno scatenato reazioni trasversali, tra accuse di discriminazione e richieste di dimissioni.
Nel frattempo, il transfer è arrivato e Solomon sarà convocabile. La Viola si gioca tutto, in campo e fuori.
