Ultimissime Serie A - Due incontri, uno dietro lâaltro, molti sorrisi, strette di mano e una certezza: il futuro presidente della FIGC non sarà un calciatore. Pomeriggio di fuoco a Roma, come scrive il Corriere della Sera.
Umberto Calcagno, presidente dell'Associazione Italiana Calciatori, e Renzo Ulivieri, presidente dell'Associazione Italiana Allenatori, sono i protagonisti del patto di ferro tra giocatori e allenatori in vista delle elezioni federali del 22 giugno e hanno incontrato i potenziali candidati: Giovanni Malagò e Giancarlo Abete.
"Il vertice, con lâex presidente del Coni, è stato conoscitivo e esplorativo ed è, almeno a sentire i diretti interessati, andato benissimo. Una mezzora piacevole senza nessuna tensione. Del resto, Malagò sa come prendersi la scena. I tre si sono piaciuti. Anche se è presto per capire se davvero Aic e Aiac, che insieme garantiscono il 30 per cento dei voti e saranno determinanti nella corsa al vertice, si schiereranno con lâuomo scelto dalla Lega di serie A.
Lâincontro con Abete, subito dopo, è stato leggermente più lungo, una quarantina di minuti e forse anche un poâ meno ingessato, favorito dal fatto che i protagonisti si conoscono da anni perché fanno parte della coalizione che ha portato alle elezioni di Gravina"
La situazione per lâelezione del nuovo presidente della FIGC è ancora incerta e in piena evoluzione. Gli incontri avvenuti finora sono stati utili per avviare il dialogo tra le varie parti, ma restano interlocutori e non hanno ancora portato a decisioni definitive. Giovanni Malagò si sta muovendo con cautela, cercando di costruire un consenso il più ampio possibile prima di ufficializzare la propria candidatura. Per questo ha programmato una serie di riunioni con tutte le componenti del calcio italiano, con lâobiettivo di capire quali alleanze siano possibili e quale possa essere il punto di equilibrio condiviso.
Dallâaltra parte, Giancarlo Abete ha scelto un approccio diverso: è sceso in campo rapidamente, posizionandosi in opposizione alla Lega di Serie A. Tuttavia, la sua posizione non è rigida. Abete avrebbe preferito un percorso inverso, basato prima sulla definizione di un programma comune e solo successivamente sulla scelta del candidato. Nonostante ciò, si dice disponibile anche a fare un passo indietro qualora emergesse un accordo su un progetto condiviso e su una figura alternativa capace di rappresentarlo. Al momento, però, si comporta come se fosse lui il principale sfidante di Malagò in vista dellâelezione del 22 giugno.
Il clima generale è caratterizzato da prudenza, strategie e anche qualche manovra tattica: poche dichiarazioni ufficiali, molte indiscrezioni e qualche tentativo di influenzare gli equilibri. In questo contesto, Gabriele Gravina, presidente uscente e attualmente reggente, mantiene una posizione defilata: osserva gli sviluppi senza esporsi pubblicamente.
