In seguito all'insorgenza di una lieve aritmia benigna, Scott McTominay sarà sottoposto nei prossimi giorni a un intervento di correzione mediante ablazione (PFA). Per far luce sulla vicenda, la redazione del quotidiano Il Mattino ha intervistato il dottor Berardo Sarubbi, direttore dell’Unità operativa complessa di Cardiopatie congenite dell’adulto e Aritmie congenite e familiari dell’Ospedale Monaldi di Napoli.
"Il termine aritmia indica semplicemente un’alterazione del normale ritmo del cuore. Esistono aritmie molto diverse tra loro: alcune richiedono particolare attenzione, mentre altre, soprattutto in un cuore strutturalmente sano, hanno una prognosi eccellente e possono essere eliminate mediante ablazione.
Nel caso specifico non conosciamo il tipo esatto di aritmia né gli elementi clinici che hanno portato alla decisione terapeutica. È corretto rispettare la riservatezza del calciatore e della società. Possiamo soltanto spiegare, in termini generali, perché oggi una strategia ablativa possa essere utilizzata anche in giovani sportivi con un cuore altrimenti sano.
In termini semplici, gli impulsi creano alterazioni selettive nelle membrane delle cellule coinvolte nel substrato aritmico. La grande differenza è che la lesione non viene ottenuta principalmente attraverso il caldo o il freddo. Un’aritmia che nella vita quotidiana potrebbe provocare disturbi modesti può diventare incompatibile con una prestazione atletica di altissimo livello.
È un fenomeno conosciuto e ancora studiato dalla cardiologia dello sport ma non consente di stabilire un rapporto causale nel singolo atleta. Inoltre, proprio perché i professionisti vengono sottoposti a controlli molto accurati, è possibile identificare aritmie che in una persona comune potrebbero restare a lungo sconosciute. Il ritorno allo sport viene programmato individualmente. Nei casi non complicati i tempi possono essere relativamente brevi, sempre dopo un’adeguata rivalutazione e nel rispetto dei criteri previsti per l’idoneità agonistica.
Bisogna evitare due errori opposti: allarmarsi eccessivamente perché si parla di cuore oppure banalizzare completamente il problema perché l’aritmia è stata definita benigna. In un atleta professionista ogni aritmia merita un inquadramento estremamente accurato. Oggi, tuttavia, l’elettrofisiologia dispone di strumenti diagnostici e terapeutici molto avanzati e numerose aritmie possono essere trattate in maniera definitiva o altamente efficace".