Iannicelli propone: "Revocare la cittadinanza onoraria a Spalletti, è De Laurentiis a meritarla"
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Cittadinanza onoraria a Spalletti, Peppe Iannicelli: va revocata la cittadinanza onoraria, a meritarla è De Laurentiis
Ultime notizie calcio Napoli - C'è chi non ha mandato giù la scelta di Spalletti di allenare la Juventus, dopo uno scudetto vinto a Napoli e un tatuaggio dedicato agli azzurri con lo stemma del club e il terzo tricolore della storia partenopea. In particolare, il giornalista Peppe Iannicelli provocatoriamente scrive: "Dopo il "tradimento" con la Juventus revocare la cittadinanza onoraria di Napoli a Luciano Spalletti ed assegnarla al Presidente Aurelio De Laurentiis".
Spalletti: "cittadinanza onoraria da revocare"
In particolare, il giornalista di Canale 21 chiede la revoca della cittadinanza onoraria a Spalletti:
"Luciano Spalletti è il nuovo allenatore della Juventus. Ed a Napoli scoppia la rivolta popolare. "L'alto tradimento" di Spalletti, artefice del terzo scudetto e proclamato cittadino onorario della città, ha profondamente deluso ed indignato il popolo azzurro. Qualcuno comincia ad invocare, a gran voce, la revoca di quella cittadinanza onoraria che a Luciano Spalletti il Comune di Napoli assegnò a furor di popolo per altissimi meriti sportivi e morali. Dopo però il passaggio, armi e bagagli, alla rivale Juventus gli osanna si sono trasformati in contumelie. Al punto che sono pronte a partire petizioni per indurre Palazzo San Giacomo a ritornare sui propri passi cancellando il "traditore" dall'elenco solenne dei cittadini onorari. La situazione è tragica, ma non seria. Luciano Spalletti è un professionista del calcio ed ha tutto il diritto di accettare qualsiasi offerta di lavoro egli ritenga degna della sua considerazione. Luciano Spalletti però non ha diritto di prendere in giro i tifosi del Napoli. E, dopo la conquista dello scudetto, le prese in giro si sono moltiplicate. Prima l'anno sabbatico durato pochi giorni per sedersi sulla panchina della Nazionale. Poi il tradimento: indossare la maglia della Juventus dopo aver scritto e dichiarato che nessuna altra maglia avrebbe indossato dopo quella del Napoli. Dunque eterna gratitudine per la storica impresa, ma via la cittadinanza onoraria per il comportamento indegno dei mesi e degli anni successivi. Un altro idolo finisce in frantumi. Luciano Spalletti, come o forse peggio, di Sarri: da condottieri senza macchia e senza paura a mercenari di ventura al soldo della nemica più acerrima. I napoletani dovrebbero scegliere con maggior lungimiranza i propri idoli. Di certo le cittadinanze onorarie dovrebbero esser maggiormente ponderate e nel caso di gioco di squadra assegnate a tutti a cominciare dal Presidente Aurelio De Laurentiis che potrebbe esser insignito del titolo in luogo dell'ex allenatore. Il Presidente Aurelio De Laurentiis ha dimostrato fedeltà e leale attaccamento a Napoli. Merita questo onore della cittadinanza onoraria prima e più di tutti. Tanti pensano che Luciano Spalletti non sia più degno di esser cittadino onorario di Napoli".

Il giornalista Vincenzo Imperatore svela come funziona per la revoca:
"Molti Comuni italiani hanno inserito nei propri regolamenti la possibilità di revocare l’onorificenza a chi “se ne renda indegno”. E il Comune di Napoli? Pur non avendo un regolamento pubblicamente dettagliato, ha già esercitato questo potere: nel 2017, con la delibera n.199/2017, la Giunta comunale revocò la cittadinanza onoraria al generale Enrico Cialdini, motivando la decisione come “atto di riconoscimento della memoria storica delle vittime delle stragi”. Dunque, non solo la revoca è possibile, ma è anche coerente con la prassi amministrativa del Comune di Napoli. Il caso Spalletti è diverso, certo: non si parla di crimini o di revisioni storiche. Ma resta il nodo della “dignità del titolo”. Chi riceve la cittadinanza onoraria di Napoli la riceve come simbolo di appartenenza, come riconoscimento di un legame profondo con la città e la sua gente. Accettare poi di allenare la Juventus — la squadra simbolicamente più lontana, in ogni senso, dal sentimento popolare partenopeo — è una scelta che recide quel legame. Aldilà dei tatuaggi e delle dichiarazioni filosofeggianti".
