Peppe Iannicelli, giornalista di Canale 21, parla a CalcioNapoli24 in live TikTok post-partita ai microfoni del nostro inviato Riccardo Nicotra dopo PSV Eindhoven-Napoli 6-2.
“Credo che la conferenza stampa del tecnico lasci aperti scenari inquietanti, soprattutto se pensiamo alla risposta finale. Il Napoli e i suoi tifosi non possono essere presi in giro. Le parole di Conte fanno capire quanto sia alta la tensione, e secondo me si concentrano su due grandi questioni.
Primo tema: la preparazione atletica.
Al di là di ogni aspetto tecnico o tattico, abbiamo visto un PSV più rapido, più reattivo sulle gambe, spesso vincitore nei contrasti anche quando c’era un evidente mismatch fisico.Secondo tema: l’armonia del gruppo.
Conte continua a ripetere “dobbiamo tornare allo spirito dell’anno scorso”. È un segnale chiaro che, dopo tre mesi di lavoro – da metà luglio a oggi – il gruppo non ha ancora trovato la sua identità. Hanno fatto un ritiro regolare, senza particolari problemi, ma la squadra non ha ancora la compattezza di un tempo. È come un’orchestra che l’anno scorso suonava alla perfezione, ma che oggi, con nuovi strumenti – nuovi “violini”, “contrabbassi”, “tamburi” – fatica a trovare la giusta armonia.Lucca? Male, male.
Lucca ha avuto due occasioni interessanti tra il 20° e il 30°, ma non le ha sfruttate. Nella prima, su una palla lunga in profondità, ha attaccato bene ma non è riuscito a saltare l’uomo. Nella seconda, si era posizionato perfettamente ma ha sbagliato il controllo e non è riuscito a servire De Bruyne, che sarebbe potuto andare in porta da solo. Ci sono lacune tecniche evidenti per un giocatore pagato tanto. E Conte, che lo ha voluto fortemente, comincia a sentire anche la pressione della società.
Perché, se dobbiamo dirlo chiaramente, dai nuovi acquisti non è arrivato quel cambio di passo che l’anno scorso avevano portato McTominay, Mica e Gulber. È una responsabilità che ricade soprattutto su Conte.Inquietudine in difesa? Sì, ma non solo. Anche il centrocampo oggi non ha funzionato: nulla ha funzionato, in realtà. Nemmeno De Bruyne ha inciso come al solito. E poi, come ha detto in studio Bruno Giordano – che qualcosa ne capisce – in tre minuti ti fai ribaltare una partita. Questo non è un segnale positivo.
Non voglio esagerare, ma quattro trasferte e quattro sconfitte iniziano a pesare. Oggi il Napoli non è stato semplicemente sconfitto: è stato asfaltato da una squadra che, con tutto il rispetto, in Italia sarebbe sesta o settima. E questo PSV non ambirebbe a molto di più.Ora, la partita con l’Inter sarà fondamentale. Il bello (e il brutto) del calcio è che quando giochi ogni tre giorni puoi riscattarti subito. E per una gara del genere non serve nemmeno motivazione: si prepara da sola. L’Inter, tra l’altro, ha appena vinto 0-4 in casa dell’Union Saint-Gilloise, la stessa squadra che qui, al Philips Stadion, aveva battuto il PSV 3-1.
Con la nuova formula della Champions, la differenza reti pesa molto: questa sconfitta 6-2 potrebbe avere un impatto pesante anche in ottica qualificazione.Con Osimhen in campo sarebbe potuta andare diversamente? Sì, secondo me sì. La difesa del PSV ha mostrato limiti evidenti quando il Napoli ha iniziato ad attaccare con continuità. Spinazzola, ad esempio, ha messo in mezzo un pallone che McTominay ha trasformato facilmente. Però va detto che il paragone con l’anno scorso serve fino a un certo punto.
Quella era una stagione eccezionale, in cui il Napoli non giocava le coppe – un’anomalia per un club così – e ha potuto capitalizzare una condizione ideale. Quest’anno è tutto diverso: serve cambiare paradigma, e Conte, al momento, non ha ancora trovato la quadra. Lo dicono i risultati.Io ho qualche capello bianco e giro l’Europa da più di quarant’anni. Ricordo quando per attraversare i confini bisognava mostrare il passaporto ovunque. Quando arrivò Schengen, e poi Maastricht, fu una festa: l’idea di poter viaggiare liberamente come cittadini europei era straordinaria.
Ecco, quello che è successo nelle ultime 24 ore qui a Eindhoven mi inquieta molto. Cittadini europei, senza aver commesso alcun reato, sono stati privati del diritto di circolare liberamente a causa di un’ordinanza del sindaco.
Noi, in Olanda, non siamo “stranieri”: siamo cittadini dell’Unione Europea. E sul nostro passaporto c’è scritto “Unione Europea”.
Perdere questi diritti significa perdere libertà e democrazia. E il calcio, che un tempo aveva contribuito a unire l’Europa, oggi purtroppo non riesce più a farlo.
Per noi, che siamo cresciuti nell’era pre-internet, le coppe europee erano un modo per conoscere e sognare l’Europa. Ora tutto sembra più complicato, e questo non fa bene a nessuno”