Il tema del mercato a saldo zero è tornato dâattualità dopo lâultimo controllo effettuato dalla nuova commissione sui bilanci dei club professionistici. Al momento, 18 società di Serie A hanno ricevuto il via libera per operare liberamente, mentre Napoli e Pisa dovranno attenersi a regole più stringenti.
Alla base di questa misura câè il nuovo indicatore del Costo del Lavoro Allargato, introdotto dalla FIGC con lâobiettivo di monitorare la sostenibilità economica dei club. Lâindicatore viene verificato in due momenti chiave della stagione, al 31 marzo e al 30 settembre, e stabilisce una soglia oltre la quale scattano automaticamente delle restrizioni.
Quando un club supera il limite previsto, la conseguenza principale riguarda il calciomercato. In questi casi non si parla di blocco totale, ma di operatività a saldo zero: la società può tesserare nuovi calciatori solo a condizione di dimostrare una copertura economico-finanziaria completa delle operazioni effettuate.
In pratica, la Lega Serie A autorizza gli acquisti soltanto se il club genera, nella stessa finestra di mercato, un saldo positivo. Questo può avvenire attraverso diverse modalità : cessioni di calciatori, altri tipi di trasferimenti, rinunce agli emolumenti da parte dei tesserati oppure risoluzioni contrattuali. Senza queste compensazioni, ogni nuova entrata diventa impossibile.
Va inoltre sottolineato che il vincolo non è necessariamente definitivo. I club possono infatti uscire dal regime di saldo zero intervenendo sui conti, ad esempio con ripianamenti finanziari o versamenti programmati. à il caso del Pisa, che ha già avviato le procedure necessarie per rientrare nei parametri richiesti.
La norma sul mercato a saldo zero rappresenta quindi uno strumento di controllo automatico, pensato per evitare squilibri strutturali nei bilanci. Un meccanismo che impatta direttamente sulle strategie sportive e che costringe le società coinvolte a pianificare con estrema attenzione ogni mossa sul mercato