ESCLUSIVA – Matteini e il metodo Sarri: “Ha un modo unico di caricarti mentre legge la distinta nello spogliatoio. Quella volta che si prese per il collo con...”

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di Bruno Galvan. Twitter: @BrunoGalvan85

Nella sua lunga gavetta, Maurizio Sarri ha avuto molti calciatori di talento. Fra questi, c'è sicuramente Davide Matteini. L'ex attaccante di Padova e Pescara, racconta in esclusiva ai nostri microfoni, la sua avventura sulle sponde dell'Adriatico quando aveva come allenatore proprio Sarri.

Che allenatore è Sarri? “Ho avuto il mister quando eravamo entrambi alle prime armi. Lui venne a Pescara dopo alcune esperienze nelle serie inferiori. Devo dire che era uno molto rigido, ma che aveva delle grandi idee. Un uomo vecchio stampo che sapeva guidare bene un gruppo”

Come riusciva a motivarvi soprattutto contro avversari più forti. “Prima di ogni partita leggeva l’undici che mandava in campo e poi ci affiancava la scheda tecnica. Ad esempio diceva: “Matteini. Forte fisicamente e bravo sul piano tecnico”. Poi aggiungeva: “Te oggi devi fare la differenza!”. Questa prerogativa non so se ora l’applica ancora”

E’ vero che ha 33 schemi sui calci piazzati? "Ti dico solo che noi non facevamo mai la classica partitella di metà settimana. Perdevamo ore intere su schemi offensivi e difensivi e su palla inattiva. Non dovevi sbagliare davvero nulla”

E’ mai successo uno screzio fra il mister e qualche giocatore? “Certo. Ricordo un litigio fra lui e un mio compagno di squadra a Pescara. Si presero per il collo, ma poi tutto finì lì. Il mister è uno che le cose te le dice in faccia, ma non porta mai rancore. Ci sta che in uno spogliatoio ci sia anche lo scontro fra personalità forti, ma se si è persone intelligenti finisce tutto lì”

Sei sorpreso della scelta del Napoli? “Onestamente no. Maurizio è un grandissimo allenatore che ha dimostrato che le sue idee sono innovative e di successo. Secondo me de Laurentiis ha fatto un grandissimo colpo assicurandoselo”

E’ vero che in passato sei stato vicino al Napoli? “Si. A quei tempi ero a Pescara. Feci un’intervista abbastanza pesante dove dissi che volevo andare a giocare a Napoli ed i tifosi pescaresi non la presero bene perché la rivalità con i napoletani è molto accesa. Mi bruciai sei mesi perché mi fischiarono in ogni momento. Passai da idolo della curva a traditore o quasi”

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