Un Napoli così, nell'era di Aurelio De Laurentiis, non si era mai visto. Dopo 22 anni di gestione, la stagione del Centenario azzurro è iniziata nel peggiore dei modi: delusione, risultati pessimi e una crisi che rischia di diventare sempre più profonda. Appena 14 punti conquistati nelle prime 10 giornate di campionato, già quattro sconfitte e il solito, preoccupante problema degli infortuni.
Numeri che raccontano una squadra in grande difficoltà, lontana dalle aspettative e incapace, almeno finora, di trovare continuità. E il problema non sembra limitarsi ai risultati sul campo. Gli stop muscolari e i continui problemi fisici stanno condizionando il lavoro dell'allenatore, costretto a fare i conti con assenze che complicano ogni tentativo di trovare un assetto stabile.
Per mesi molti tifosi si sono chiesti come fosse possibile che Antonio Conte avesse deciso di lasciare Napoli, rinunciando a un ingaggio da circa 8 milioni di euro netti a stagione e preferendo restare fermo piuttosto che proseguire la propria esperienza in azzurro.
Oggi quella scelta viene inevitabilmente riletta alla luce di quanto sta accadendo. Il confronto con la stagione precedente e con le difficoltà attuali alimenta interrogativi sulle condizioni della squadra, sulle prospettive del progetto tecnico e sulle garanzie che erano state offerte all'allenatore.
Non è possibile stabilire che Conte avesse previsto l'attuale situazione o che il suo addio sia stato determinato esclusivamente dai problemi che oggi emergono. Ma una cosa è certa: il Napoli si trova davanti a una crisi che coinvolge risultati, condizione fisica e costruzione della rosa.