Il giornalista Paolo Del Genio è intervenuto ieri a Canale 8, nel corso della trasmissione "Ne Parliamo il Lunedì", per analizzare il pareggio del Napoli contro la Roma e il momento di difficoltà della squadra di Massimiliano Allegri.
"Quanto incide un allenatore? Il 20, il 30, il 40%? Non lo so. Gli allenatori hanno più potere sulla fase difensiva, perché attraverso l'organizzazione si può ottenere molto di più rispetto alle potenzialità e alle capacità individuali dei giocatori. Nella fase offensiva, invece, l'allenatore deve comunque metterci del suo, con idee e proposte, ma poi intervengono le qualità straordinarie dei singoli. Puoi creare i movimenti giusti affinché arrivi il cross perfetto e il giocatore si inserisca con i tempi corretti, ma se non hai McTominay quel gol non lo fai. Quindi l'organizzazione arriva fino a un certo punto, mentre nella fase difensiva diventa dominante. Questo discorso lo ha fatto molte volte anche Allegri, parlando della fase offensiva e sostenendo che negli ultimi 20-30 metri sia inutile fare grandi ragionamenti, perché a decidere sono le qualità dei calciatori.
Il problema, quindi, diventa la fase difensiva, perché davanti il Napoli ha giocatori in grado di offrire diverse soluzioni. Adesso c'è quella rappresentata da McTominay, poi eventualmente ricomincerà a segnare anche Hojlund, sperando che prima o poi possano rientrare Neres e Alisson. Abbiamo trovato il modo di segnare e i sette gol realizzati in due partite lo dimostrano. Lo confermano anche gli xG in grande crescita, già evidenti nell'ultima mezz'ora contro il Venezia.
Dietro, invece, la situazione è abbastanza inquietante. Se Napoli-Roma fosse stata la prima giornata di campionato e fosse finita in quel modo, non avremmo detto nulla. Avremmo parlato di una bella partita tra due grandi squadre destinate a lottare ai vertici della classifica e per lo scudetto. Però, dopo otto giornate di campionato e tre di Champions League, il Napoli continua a subire sempre lo stesso tipo di gol. Le tre reti incassate contro la Roma somigliano maledettamente a tutte le altre che abbiamo preso. La fase difensiva viene sollecitata meno e, sotto questo aspetto, faccio i complimenti ad Allegri, perché giochiamo molto più nella metà campo avversaria che nella nostra. Su questo ha lavorato bene. Però, quando arriva il momento di subire, e nel calcio arriva inevitabilmente, dobbiamo difendere in maniera diversa
Mi tocca citare un allenatore che non è tra i miei preferiti, José Mourinho. Ieri sera, contro il miglior attacco del mondo, quello del Barcellona, il Real Madrid ha dimostrato come si difende. Ha difeso abbastanza lontano dalla propria area di rigore, concedendo al Barcellona appena 1,20 xG, quando solitamente ne produce cinque o sei. Questo perché ha difeso lontano dalla propria porta. Il problema del Napoli è che, quando subisce questi maledetti gol, spesso ha otto giocatori dentro l'area di rigore. Basta guardare il 3-3 contro la Roma, dove è vero che Beukema commette un errore. Bisogna difendere dieci metri più avanti e lavorare per riuscirci, perché per farlo servono esercitazioni propedeutiche”.