Puoi prendere Maurizio Sarri, l’uomo dei 33 schemi e del calcio super organizzato a velocità supersonica. Puoi affiancargli anche qualche pedina chiave del suo Empoli miracolo: Tonelli, Valdifiori, Mario Rui. Il problema è che il Napoli non può importare al San Paolo le strutture, sportive e societarie, di quel club. Perché ad Empoli l’equazione è scientifica: la prima squadra di Sarri ha fatto bene grazie ad una società strutturata e ad un settore giovanile tra i più all’avanguardia in Europa. In entrambi i settori, la differenza con la società di De Laurentiis è stridente. L’organigramma dell'Empoli nella stagione appena conclusa era composto da 18 persone, che vanno dal presidente Fabrizio Corsi, al timone della società dal 1991, al delegato alla sicurezza Giuseppe Spazzoni. Di queste 18 figure, 9 sono operative a livello sportivo e 7 solo nell'ambito della prima squadra: Corsi, l’ad Ghelfi, il consigliere Faraoni, il ds Carli, il segretario Calistri, il capo degli osservatori Tolomei, il segretario sportivo Billocci. Una struttura all'inglese, che salda campo e scrivanie, che rende compatta la società. Il settore giovanile, fiore all’occhiello del club, completa il quadro, confermando una tradizione che da Di Natale, Montella, Caccia, Lodi, Eder e Marchionni porta agli otto calciatori che hanno giocato in prima squadra con Sarri: Hysaj, Tonelli, Rugani, Signorelli, Pucciarelli, Saponara, Mchedlidze e Bassi. Ragazzi cresciuti nel centro sportivo di Monteboro, campi sportivi di ultima generazione e un convitto per i fuori sede, un gioiellino in cui si allenano 250 ragazzi, dalla Primavera sino alla scuola calcio. Una scelta che ha portato il club di Corsi a investire almeno 2 milioni e mezzo di euro a stagione anche militando in serie B e a rafforzare la rete delle scuole calcio sparse in tutta Italia. Proprio Napoli e la sua provincia sono stati da sempre un bacino da cui l’Empoli ha “pescato” talenti a piene mani, ragazzini di prospettiva che tra i 10-12 anni d'età vengono selezionati e portati a Monteboro insieme ai loro coetanie provenienti dalle varie società toscane. Al timone del vivaio Marco Bertelli, che lavora in simbiosi col suo predecessore Marcello Carli, ex centrocampista dell'Empoli e oggi direttore sportivo. A Monteboro il sistema è sempre lo stesso: grande applicazione nel lavoro sul campo ma anche negli studi e un comportamento sempre corretto, pacato, mmai sopra le righe. Regole applicate alla lettera dalla squadra dei tecnici: tra loro ci sono anche il napoletano Antonio Buscè e Andrea Cupi, che a Napoli giocò in C e in B. L’Empoli, dunque, non è solo Sarri, non è solo i ragazzi in campo che vanno in campo. L'Empoli è una società organizzata e un vivaio fertile. E allora il dubbio è legittimo: affidarsi a Sarri e a qualcuno dei suoi ragazzi senza però dar loro la “cornice” nella quale operavano a Empoli, è un azzardo. E gli azzardi, si sa, non sempre vanno a buon fine.