Con il primato l’Inter ha lasciato a Napoli anche tre messaggi. Non si arrende, anzi si sente più forte dopo aver perso, ed è questa l’opinione dei suoi tifosi. Ha una insospettabile riserva di potenza come dimostra l’esplosivo finale di lunedì in dieci. Sarà più forte appena Mancini deciderà su Icardi: meglio dentro o fuori? Questa è la grande incognita dell’Inter nella corsa verso lo scudetto. Sul contributo dei punteros argentini, uno triste e isolato, l’altro felice e trascinante, c’è il divario immenso che ha deciso la notte del sorpasso. La credibilità dell’Inter, ribadita al San Paolo, rende ancora più temibile il Napoli. Sembra un paradosso, non lo è. Perché evita facili inganni. Oggi sanno tutti a Napoli, da De Laurentiis a Sarri ai tifosi, che la squadra dovrà superare indenne una serie di incroci pericolosi. Decisivo l’operato della società . Quindi: contratto di Higuain, conferma di Sarri, mercato di gennaio. Gonzalo Gerardo Higuain compie 28 anni il 10 dicembre. Non rinnova il contratto da due, può vendersi l’indomani all’estero ad un costo sancito da complicati parametri, secondo la normativa Fifa. Gli esperti calcolano un equo indennizzo al Napoli sui 40 milioni, la metà di quanto prevede la clausola rescissoria. La decisione di Higuain condiziona fin dall’11 dicembre i rapporti tra Napoli e Inter. Rimarrà ? Prevale l’ipotesi del rinnovo. Meno probabile è la partenza. Leggere nella mente di Higuain porta a conclusioni opposte. Pur inserendo nella macchina della verità gli stessi elementi. Parte, se come tutti gli argentini nella scia di Osvaldo Cesar Ardiles, non resiste alle sirene inglesi. Campione del mondo con l’Argentina, ha speso la carriera tra Tottenham, Queen’s Park Rangers, Blackburn per allenare lo Swindon Town. Un motivo di rivalsa arrivare da idolo all’aeroporto di Heatrow. La chiamano “sindrome delle Malvinas”, le isole al centro di una guerra tra Argentina e Inghilterra. Non parte, si osserva al contrario, se si sommano altre circostanze. Higuain conquista l’Argentina se si afferma nella città di Maradona. Una sfida a distanza che a Buenos Aires eccita due fazioni: quelli del River Plate per Gonzalo, Argentinos Jr e Boca per Diego. Non parte, se De Laurentiis magari svincolandosi dalle clausole del suo unico consigliere Andrea Chiavelli, saprà adeguare l’ingaggio. Fila con la famiglia Higuain, numerosa come un condominio, ed ha buoni sponsor. L’ufficio marketing, il migliore della A nel rapporto fra costo e ricavi, assicurò due spot di prestigio. Vodafone e Videogiochi Fifa 15. Era felice. Non parte, perché Sarri gli ha rubato il cuore, promettendogli che diventerà il primo al mondo. Non parte, se Napoli lo lascia tranquillo di giorno, senza soffocarlo, costringendolo a vivere la città di notte. Errore che pagò Maradona. Nella corsa allo scudetto conta la società : De Laurentiis ebbe intuizione e coraggio da manager innovativo. Puntò su Sarri. Ritardare l’annuncio dell’accordo, al contrario di Higuain, è corretto. Queste trattative hanno già logorato il rapporto con Mazzarri e Benitez. Con Sarri è tutto più facile: come i bravi artigiani, vive di sogni e bottega. Il campo è il suo mestiere. Gli basta sentirsi amato dalla squadra e rispettato dalla società . Al resto pensa Alessandro Pellegrini, avvocato, ex bancario come lui, il regista segreto della svolta. Gli ha creato una rete diprotezione: Sarri non pensa che al calcio giocato. Il confronto vede il Napoli superiore nella fase offensiva e nella fisionomia tattica. L’Inter non ce l’ha. Ma dispone di buoni ricambi, forse troppi. La flessione degli ultimi 20’ accende una spia nel Napoli, che uscì incompleto e imperfetto dal mercato estivo. Sarri ha capovolto i limiti in pregi. Ma un esterno, i doppioni di Hamsik e Hysaj, un ricambio in difesa più rapido di Henrique sono le quattro spallate per buttare l’Inter fuori pista.