Inchiesta su Rocchi, emergono nuovi dettagli inquietanti! Mentre proseguono le indagini della Procura di Milano per far luce sulle accuse di frode sportiva all'ex designatore del campionato di calcio di Serie A, oggi il quotidiano La Repubblica offre nuovi elementi a supporto delle accuse, ripercorrendo gli ultimi dettagli emersi da questa vicenda.
Si parla di un vero e proprio "Sistema Rocchi", di cui tutti erano a conoscenza, e che funzionava esattamente così: "designazioni «pilotate», «combinate», per spingere un fischietto «amico» anziché un altro, più critico o di altra fazione. E i big match erano un poâ il premio per gli «allineati» alla cricca dellâex designatore".
Ma come venivano pilotate le decisioni del VAR? Oggi La Repubblica lo spiega nel dettaglio grazie al contributo di alcune testimonianze raccolte dagli inquirenti. In pratica i designatori arbitrali avevano studiato nel dettaglio la distribuzione degli arbitri nelle diverse sale VAR a Lissone:
?Le varie sale VAR hanno dei vetri che consentono la comunicazione visiva fra chi sta al di quà e chi è al di là della vetrata. Una cosa che accade solamente in Italia, visto che negli altri Paesi le sale VAR non sono vetrate e non è possibile guardare all'interno o all'esterno della sala attraverso i vetri, come accade da noi. In pratica, all'estero chi sta fuori, non vede chi è dentro, e quindi non può condizionare e incidere.
Repubblica scava ancora più a fondo, indagando su quella rete di legami e amicizie che avrebbe concorso a disegnare il "sistema Rocchi". Si citano ad esempio i rapporti di amicizia fra Rocchi e Giorgio Schenone, addetto agli arbitri dell'Inter, ma anche l'amicizia fra l'arbitro Massa e Maggioni, addetto agli arbitri della Juventus. Oppure i casi di Maresca e Guida, che non arbitrano il Napoli, ma anche quello di Orsato che non arbitra più l'Inter dopo il famoso fallo di Pjanic non fischiato nel 2018.