Il Corriere del Mezzogiorno scrive sulla mancata approvazione della delibera riguardo la convenzione ponte per lo stadio San Paolo: "Fino a qualche tempo fa, in città c’era un qualcosa di sacro al pari di qualche santo illustre: era il Napoli e la passione per la squadra azzurra. Storicamente, in nome del club che ha avuto Diego Armando Maradona, si spostavano montagne acque e si risolveva ogni problema. Ora, invece, per approvare una delibera che consenta al Napoli di De Laurentiis di poter giocare al San Paolo a prezzi di convenzione, ma solo da qui alla fine del campionato, siamo già al terzo flop di fila in Consiglio comunale, col risultato che domenica con la Fiorentina il club pagherà il fitto del San Paolo come chiunque altro, versando il 10 per cento dell’incasso come prevede la tariffa per i servizi a domanda individuale e non il 6,50 per cento. Ma in aula, evidentemente, non c’è passione che tenga, non c’è fede che prevalga sulla discussione politica; non c’è maggioranza e opposizione. C’è solo un sindaco che non ha più una maggioranza numerica e che da qui in avanti rischia di procedere a strattoni fino a fine consiliatura, questo perché, fino a maggio quando si rivoterà, non ci sono più atti deliberativi sui quali il Comune può essere sciolto. E in questo turbillon ci finisce pure il Napoli, che pure ha presentato un progetto di restyling per il San Paolo, che non piace al sindaco perché presuppone investimenti troppo esigui E dire che la discussione in aula sembrava procedere regolarmente. Erano state apportate anche diverse modifiche bipartisan alla delibera. Ma alla votazione del sedicesimo dei 92 emendamenti apposti alla delibera di giunta sulla stipula della concessione ponte, relativo alla concessione del servizio bouvette , è venuto a mancare il numero legale. E tra i 25 assenti, manco a dirlo, c’era proprio de Magistris. C’è da giurarci che da oggi i rapporti tra Napoli e Comune, se è possibile, saranno anche peggiori"