Il Corriere del Mezzogiorno scrive scrive sulla cosiddetta casta del San Paolo: "Domenica, per giocare contro la Fiorentina, il Napoli pagherà l’uso del San Paolo come un qualunque altro soggetto che intendesse richiedere lo stadio di Fuorigrotta in affitto. Questo perché l’accordo-ponte per consentire al Napoli di giocare allo stadio a prezzi di convenzione, ma solo fino a fine campionato, s’è arenato nella pastoia infernale del consiglio comunale di Napoli e della maggioranza (che non c’è più) di de Magistris. E non solo. Perché — mentre il sindaco paragona l’atteggiamento di alcuni consiglieri a quello dei «personaggetti», De Laurentiis lo stadio lo deve pagare e il consigliere Andrea Santoro fa approvare pure un emendamento che invita il Napoli a praticare un blocco sul prezzo delle curve a 15 euro — consiglieri e assessori comunali invece allo stadio ci vanno gratis; loro, e un paio di persone alle quali intendono cedere i due biglietti che hanno in dotazione. E guai a ipotizzare il contrario, come ha fatto l’esponente di Ricostruzione democratica, Carlo Iannello. Il quale, semplicemente, ha proposto un ordine del giorno col quale invitava il Consiglio, nell’ambito dell’intesa che prevede la cessione di 160 biglietti per assessori e consiglieri, a rinunciare a questa vecchia prassi «a beneficio delle società sportive». Ma l’ordine del giorno di Iannello è stato bocciato a grandissima maggioranza (l’hanno sostenuto solo Carlo Iannello, Simona Molisso, Pietro Rinaldi, Vittorio Vasquez e Gennaro Esposito). Nessun’altro dei presenti ha voluto rinunciare a un privilegio che «come tale», sempre Iannello, non esita a ritenere «odioso». Questo perché i biglietti per i consiglieri non sono nominativi, quindi cedibili a chiunque. E dunque servono anche per creare consenso. E senza scomodare la casta, ma sempre di privilegio si tratta"