Ultime notizie calcio Napoli - “Il signor Allegri è anche un aziendalista, con lui andremo anche d’accordo”. Questa frase del presidente Aurelio De Laurentiis - rilasciata ieri durante la presentazione della maglia ufficiale del centenario della SSC Napoli - deve essere analizzata bene anche per capire che tipo di allenatore è Massimiliano Allegri sotto questo punto di vista.

Il tecnico livornese, lo dice la sua storia, è un gestore di uomini. Uno che dà molta importanza all’aspetto comunicativo e mentale nello spogliatoio. Non è autoritario come Conte per intenderci. Fatta questa premessa, l’espressione aziendalista non deve essere in alcun modo avere una connotazione negativa. La filosofia di Allegri prevede che un allenatore deve saper utilizzare al meglio quello che ha a disposizione per raggiungere gli obiettivi in modo da accrescere il valore sia dei calciatori che del club stesso.
Per cui, quando si parla di aziendalismo, Allegri e De Laurentiis - ma in generale tutto il Napoli - intende questo. Quindi non iniziamo con i soliti discorsi come la famosa espressione ridimensionamento che puntualmente viene fuori ad ogni fine ciclo.
Quando De Laurentiis sottolinea che con Allegri andrà d’accordo sotto questo punto di vista cosa voleva dire? A Max non è mai piaciuto il ruolo di manager. Per intenderci, non farà come Conte anche sotto questo punto di vista. Per lui, l’allenatore deve essere solo il responsabile tecnico il quale va però messo al corrente delle strategie economiche e dei principali obiettivi stagionali del club
Infine, il presidente De Laurentiis ha parlato di un Napoli che dovrà fare parecchie cessioni alla luce di 47 calciatori attualmente sotto contratto. La teoria allegria sui calciatori in odore di cessione nello spogliatoio è molto chiara: nessuna tensione o rottura. Si lavora su quella che Max chiama “la parte buona della negatività” nel senso che un gestore di un gruppo deve saper tenere i piedi per terra sempre anche in questi casi. Perché, come dice spesso Allegri, se il capo sbarella ne risente tutto lo spogliatoio. La fiducia tra allenatore e le altri componenti manageriali diventa dunque fondamentale. Allegri non ha mai utilizzato l’autorità intesa come farsi temere da squadra o dirigenti. Piuttosto ha sempre lavorato sul concetto di autorevolezza che è cosa assai diversa.