Ultime notizie Napoli - Termina il match della trentaduesima giornata di Serie A con il Napoli che ha affrontato il Parma. Le pagelle Parma-Napoli su CalcioNapoli24, con i voti e la spiegazione dettagliata per ogni singolo calciatore azzurro.
di Claudio Russo (@claudioruss)
Milinkovic-Savic 6 - Il destro di Strefezza è al millimetro, pure per uno come lui alto due metri. Si fa rivedere al 42’ quando sceglie di andare in battaglia e di uscire a 35 metri dalla porta. Si rivede all’82’ sul destro di Keita.
Juan Jesus 4,5 - Non sappiamo come siano le frittate a Parma, ma lui ne confeziona una notevole, molto più di Buongiorno. Il Parma sfonda ripetutamente dal suo lato e anche al 13’ il pallone passa. Cambiarlo era quantomeno dovuto. (Dal 46’ Beukema 6 - Cuesta toglie gli attaccanti, mezz’ora dopo lascia lo spazio a Valeri per crossare. Per il resto nulla)
Buongiorno 6 - Lui e Juan Jesus non si capiscono sul lancio lungo di Suzuki per Elphege, che fisicamente lo impegna fin quando non capisce di doverlo anticipare, e ci mette un tempo. Nella ripresa un tocco col braccio aperto e largo, ma stava correndo.
Olivera 6 - Si aggira con una certa libertà in una zona tuttavia già affollata, quindi rischia più di pestare piedi che di giocare il pallone, pur avendone toccati 76 al 45’, 134 totali. Delprato a fine primo tempo lo lascia dietro di dieci metri, rischia con una deviazione davanti a Milinkovic-Savic. Sbaglia poco, non lascia il segno.
Politano 6 - Un paio di errori non controllando il pallone nella 500esima partita in Italia, poi inizia a crossare dal suo lato cercando i compagni. Ha un’occasione a rimorchio e la manda in curva. (Dal 78’ Gutierrez SV - Un cross buono, non sfruttato)
Anguissa 5 - Prende una pallonata in faccia al 7’, al 21’ riceve un pallone sporco dopo aver avanzato tanto il suo posizionamento, quasi nella zona di Hojlund. Al 37’ un fallo di frustrazione, al 40’ non è efficace e comunque giusto farlo uscire per svuotare un po’ la trequarti. (Dal 56’ Alisson Santos 6 - Il fatto che sappia dribblare lo rende sicuramente pericoloso, ma non viene mai isolato e deve rifugiarsi in un tiro al 91’. Sfruttato male)
Lobotka 6 - Il Parma segna e si rintana, mettendolo in mezzo ad almeno due se non tre avversari costringendolo ad abbassarsi un po’ di più. Fatica 50 minuti a trovare il primo filtrante per De Bruyne, poi cerca sempre di dare qualità nella fanghiglia altrui.
Spinazzola 5 - Serve per dare rapidità all’azione, sfortunato nel non trovare il tocco giusto al 13’, non può essere servito in corsa e uomo su uomo non ha lo spunto. Ad un certo punto cerca il passaggio, colpisce Lobotka, poi all’81’ un tacco che insomma, lascia a desiderare. Un po’ moscio.
De Bruyne 5,5 - Galleggia in una zona in cui può effettivamente far male, servendo Hojlund. Conte chiede di servirlo, a costo di mettersi in proprio tra ricezione, controllo e tiro deviato. Ad un certo punto nel primo tempo lo vediamo occupare la zona di Di Lorenzo e Politano, viene una fitta al petto. Al 39’ vorrebbe ripartire, nessuno lo segue. Al cross non è preciso, e al passaggio nemmeno: solo il 76% di precisione. (Dal 78’ Elmas SV - Prende di spalla l’unico cross che va a destinazione)
McTominay 6 - Con il Parma che fa densità, dovrebbe muoversi o quantomeno arrivare a rimorchio: non succede nulla di tutto ciò, l’unico spazio guadagnato è al 44’. Arriva a rimorchio per il gol del pareggio, per la prima volta: sulla trequarti, senza spazio in cui affondare, aveva sofferto. Almeno non molla mai, almeno.
Hojlund 6 - Rientra dal 1’, all’8’ De Bruyne lo serve rasoterra ma gli spazi dopo l’1-0 non ci sono e non ci saranno. Cerca di attaccare la profondità al 20’, ma non viene capito. Gli manca la rapidità giusta per almeno 40 minuti, ad inizio ripresa riesce ad attaccare davanti il difensore. Al primo pallone che riceve con lo spazio per gestirlo, arriva l’assist per McTominay. (Dal 67’ Giovane 5 - Dentro per giocare l’uno-due, per dare sponda ai compagni, però svuota l’area e i compagni crossano: ha poco senso)
Conte 5,5 - Due cambi di formazione dopo il Milan, trenta secondi per andare sotto con una disattenzione difensiva che lo fa imbestialire. Cuesta trova il gol e poi stringe tutti i giocatori a 20 metri da Suzuki, negando spazi centrali, idee e rinunciando al pallone (al 15’ il Napoli ha l’82% di possesso palla). I suoi portano spesso la palla in area, ma Hojlund è troppo solo e non c’è nessuno che sappia dribblare. Per 40 minuti è così, poi il Napoli qualcosina riesce a creare ma senza un’idea concreta, più per disperazione e tasso tecnico superiore. Ci mette quasi un’ora a svuotare un po’ la trequarti, ed è così che poi arriva il gol del pareggio. Cuesta gli toglie pure l’attaccante, gli concede il predominio totale della trequarti, però poi toglie Hojlund e svuota l’area con una scelta così così. Il Napoli chiude con 20 tiri, 16 in area di rigore, ma solo 6 in porta, con 64 palloni toccati nell’area del Parma, con il 74% di possesso, con 713 passaggi tentati. Inutili. Togliere De Bruyne e Hojlund, insomma, non è sembrata l’idea migliore.