Ultime notizie Napoli - Termina il match della trentesima giornata di Serie A con il Napoli che ha affrontato il Cagliari. Le pagelle Cagliari-Napoli su CalcioNapoli24, con i voti e la spiegazione dettagliata per ogni singolo calciatore azzurro.
di Claudio Russo (@claudioruss)
Milinkovic-Savic 6,5 - Sul diagonale di Esposito ci sarebbe arrivato senza problemi, di pugno su Ze Pedro con un tuffo plastico, il destro di Gaetano lo segue con gli occhi. Sui palloni spioventi c’è sempre.
Beukema 6,5 - La spizzata giusta sul corner che porta allo 0-1, nei duelli aerei ha quasi sempre la meglio. Nel finale una indecisione su alcuni palloni da mandare fuori dallo stadio e non in angolo.
Buongiorno 6 - Entra nell’azione del gol con un tocco che va sul palo e poi su McTominay, Folorunsho fisicamente lo impegna e poi Mendy ha l’esuberanza per giocargli la palla. Gli manca giusto un filo di rapidità in più nel finale.
Olivera 5,5 - Regala un brutto pallone al 20’ ad Esposito, ma dal suo lato Palestra non arriva mai per un’ora. Poi arriva, lui entra e prende giallo. Sui palloni alti vince il 100% dei palloni, su quelli palla a terra…il 25%. (Dall’84’ Juan Jesus SV)
Politano 6 - Dal suo sinistro parte il cross che darà il vantaggio, impegna Caprile su punizione, controlla palloni non facili e corre tanti metri anche se si trova in solitaria, cercando anche il secondo palo al tiro e al 56’ Caprile gli chiude lo specchio. (Dal 77’ Spinazzola SV - Libera l’area al 93’)
Gilmour 5,5 - Non è una novità vederlo con Lobotka, era già successo lo scorso anno, e ha il compito di rendere più agile lo sviluppo dell’azione: avanza il suo raggio d’azione pur sbagliando il 16% dei passaggi nel primo tempo, nel secondo tempo non sbaglia nulla ma l’assenza di Lobotka lo fa calare ed il Cagliari a centrocampo ha maggiore presenza. Rischia tanto su un intervento con il piede alto. (Dal 77’ Anguissa SV)
Lobotka 5,5 - Torna dopo tre settimane, Conte gli chiede maggiore qualità e lui al 17’ si fa ammonire. Rispetto a Gilmour, è qualche metro più avanti ma non gli tocca correre. Non aveva i 90’ nelle gambe, non vince duelli, dire che faccia male è ingeneroso. ma non del tutto errato. (Dal 55’ Alisson Santos 6 - Se la situazione è piatta, lui con uno scatto può creare onde, ma al 72’ dopo lo spunto non ha destinatari del passaggio)
Gutierrez 7 - Accompagna sulla fascia quando serve, cercando il dribbling anche nello stretto pur non arrivando in corsa. Si fa sentire anche nell’area di Milinkovic, o in marcatura su Palestra che non si vede mai. Con l’ingresso di Alisson si accentra lasciandogli la fascia in proiezione offensiva, con quello di Spinazzola va a destra dove arriva uno dei pochissimi errori.
McTominay 7 - Gli bastano 75 secondi per andare in gol, come fosse un flash. Poi corre palla al piede nello spazio o comunque col primo controllo porta Ze Pedro al giallo. Un filo lento ad inizio ripresa nel riempire l’area di rigore, gli manca reattività. Arretra un filo con l’uscita di Lobotka, ma la sua presenza fisica è fondamentale. Ha raggiunto quota 19 gol in 59 presenze in Serie A con il Napoli, eguagliando il numero di reti realizzate con la maglia del Manchester United in Premier League, ma in più del triplo degli incontri (19 in 178 match)
De Bruyne 7 - Non è del tutto all’interno del gioco nei primi 20’, non c’è la palla giusta poi se ha lo spazio serve i compagni con efficacia alterna: un passaggio su quattro al 45’ non va a destinazione. Cerca l’uno-due anche quando potrebbe calciare in porta, come a fine primo tempo. Però si rende pericoloso con nulla: un tiro al 53’, un passaggio per Politano due minuti dopo, l’imbucata al 59’ per Hojlund, dieci minuti di onnipotenza. Poi si tranquillizza, resta la qualità…ed anche una mancata marcatura nel finale nell’azione più pericolosa del Cagliari, ma tant’è.
Hojlund 6 - Intimorisce Caprile dopo mezzo minuto, detta la profondità ai compagni anche se la riceve poche volte. Nei duelli è eclissato da Mina, anche se si sacrifica tantissimo e nel secondo tempo cresce nella presenza all’interno della partita.
Conte 6,5 - Il centrocampo è sexy, è il quadrilatero della qualità ma sarebbe bello vederla splendere da sfilata e non da fast-fashion, poi per carità partire dopo 75 secondi trovando il gol del vantaggio dovrebbe semplificare le cose. Invece no: i suoi sbagliano tanti palloni nel primo tempo come se colpiti dalla malattia della frenesia, pur mantenendone saldamente il possesso ed essendo comunque bravi a chiudere ogni genere di spazio (il Cagliari nella trequarti al 45’ non completa 15 passaggi su 35). È qualcosa che però migliora sin dalla metà del primo tempo, nonostante manchi la costruzione di una occasione seria per segnare il raddoppio. Giusto mettere in campo Alisson Santos per cercare pericolosità con un dribbling, anche perchè Hojlund è solo e non fa reparto da solo, ma la squadra fisicamente non cala mai. Il Cagliari ha due folate a metà ripresa, guadagna maggiore presenza sulla trequarti ed allora si rifugia cambiando la coppia centrale passando dalle geometrie di Lobotka-Gilmour al fisico di Anguissa-McTominay. Non si può parlare di sofferenza, il Cagliari la chance più pericolosa l’ha avuta al 92’ ed il Napoli giustamente esce con i tre punti ed il secondo posto momentaneo.