Ultime notizie Serie A - Il giornalista Paolo Ziliani via X attacca l'attuale regolamento che gli arbitri italiani stanno applicando nel massimo campionato, in queste prime 5 giornate:
"Tutti a complimentarsi per le partite che scorrono via senza perdite di tempo, ma il merito è dell’IFAB, non di Orsato. Che dovrebbe pensare a far rispettare il regolamento, non a imporne uno suo. Il golpe in atto nel calcio italiano con Orsato che ha introdotto un regolamento ad personam riportandoci al Medioevo pre VAR è di una gravità senza precedenti: Infantino in confronto è un dilettante. Abbiamo imboccato la strada che porta dritta ai tempi di Calciopoli e tutti stanno facendo festa.

Quello che sta accadendo nel calcio italiano ha dell’incredibile: sembra che tutti si siano bevuti il cervello. A cominciare dagli allenatori di Serie A che due giorni fa hanno incontrato a Lissone il nuovo designatore Orsato che ha spiegato loro le linee guida del suo personalissimo nuovo corso arbitrale e regolamentare. Ma prima di procedere in questa mia riflessione, vorrei che deste un’occhiata a questo breve video apparso ieri su Sportmediaset dove i complimenti degli allenatori all’indirizzo di Sua Maestà Daniele Orsato si sprecano. Una vera apoteosi.
Domanda: perchè gli allenatori appaiono tutti, nessuno escluso, così contenti? Sono contenti perchè da questa stagione, non solo in Serie A ma in tutti i campionati del mondo si gioca di più e con meno interruzioni; una novità che piace a tutti, naturalmente, ma che con Orsato, con i meriti di Orsato, c’entra come i cavoli a merenda. Parliamo infatti delle nuove regole che sono state introdotte dall’IFAB a partire dalla stagione 2026-27 - quella in corso - che stabiliscono precisi limiti di tempo allo scopo di contrastare perdite di tempo al momento delle sostituzioni, dei rinvii del portiere, delle rimesse con le mani, degli infortuni. Ormai le conoscete tutti, ma per chi ancora non ne fosse informato le rispiego brevemente.
Sostituzioni. Il giocatore sostituito deve abbandonare il campo entro 10 secondi. Se non si rispetta il tempo limite, il subentrante non ha il permesso di entrare e la squadra resta con un uomo in meno, temporaneamente, per un minuto di gioco.
Rinvii e rimesse laterali. Per evitare perdite di tempo nei rinvii dal fondo e nelle rimesse laterali, l'arbitro esegue un conto alla rovescia visivo di 5 secondi. Sui rinvii dal fondo il mancato rispetto del tempo massimo comporta l’assegnazione di un calcio d'angolo a favore della squadra avversaria; sulle rimesse laterali, la rimessa viene invertita.
Infortuni. Se un giocatore rimane a terra e viene soccorso dal proprio staff medico provocando un’interruzione per infortunio, deve uscire dal campo per un minuto prima di poter rientrare. Il minuto di attesa non si applica in cinque casi che costituiscono eccezioni: per i portieri, per gravi scontri di gioco tra due compagni di squadra, per colpi ricevuti alla testa, per infortuni dovuti a falli sanzionati dall’arbitro col cartellino giallo o rosso e se il giocatore infortunato è designato a calciare un rigore appena assegnato.
Fatto il riepilogo delle novità regolamentari introdotte a livello mondiale la domanda è: che c’entra Orsato con tutto questo? Non c’entra nulla. Se le partite, non solo da noi, sono più godibili (in Serie A finora non c’è stato un solo 0-0), hanno meno tempi morti, scoraggiano i simulatori e il tempo effettivo medio è in aumento il merito non è certo di Orsato, ma dell’IFAB che per l’appunto ha introdotto, in tutto il pianeta, le nuove regole che eliminano le perdite di tempo in campo.
Chiarito il concetto (ma la cosa sembra completamente sfuggire alla totalità dei nostri allenatori, per non parlare dei media: fosse successo ai tempi di Bergamo e Pairetto, si sarebbero congratulati con Bergamo e Pairetto), il versante su cui Orsato è chiamato a rispondere come diretto interessato, nel bene e nel male, è quello dell’applicazione del regolamento; in particolare per quel che riguarda rigori, sanzioni disciplinari e coordinamento tra arbitro e VAR in caso di azioni dubbie o contestate.
E poichè anche qui a fare testo, in Italia come in tutti i campionati del mondo, è il regolamento, Orsato - e sotto di lui arbitri e addetti al VAR - dovrebbe semplicemente attenersi al dettato regolamentare senza bisogno di inventarsi nulla. Invece da noi è esploso un bubbone purulento destinato a fare più danni della grandine (già ne sta facendo) perchè il nuovo designatore, auto-investitosi di una missione salvifica di cui nessuno sentiva il bisogno, ha deciso di sostituirsi all’IFAB: e non piacendogli il regolamento, che prevede che la sala VAR in caso di chiaro ed evidente errore richiami l’arbitro alla revisione dell’azione, ritenendo il regolamento “poco rispettoso” (non saprei in quale altro modo dirlo) della figura dell’arbitro, ha messo in atto un vero e proprio golpe che consiste, come abbiamo visto e come lui stesso ha confermato lunedì, nella sostanziale eliminazione del VAR.
“Non arretreremo di un centimetro”, ha detto Orsato chiarendo perfettamente quale sia il suo pensiero in proposito. Peccato che il regolamento del calcio non l’abbia scritto lui, ma l’IFAB; che ritiene invece il VAR (Video Assistant Referee) colui che assiste, come dice la parola stessa, l’arbitro in campo per correggere decisioni chiaramente errate o segnalare gravi episodi sfuggiti alla sua attenzione e al suo controllo.
Orsato però, dall’alto di un culto della personalità smisurato che già lo rendeva sprezzante, quando arbitrava, alla novità tecnologica introdotta ritenendola un’offesa alla propria infallibilità (parliamo dell’arbitro che decise lo scudetto 2017-18 col famigerato “sfondone Pjanic” che ad anni di distanza giustificò con l’essere stato “troppo vicino all’azione” per poterla giudicare bene), ritiene che il VAR altro non sia che un odioso orpello; e di fatto ha dato ordine ai suoi sottoposti di non utilizzarlo mai come dimostrano le prima cinque giornate di campionato in cui in 50 partite solo una volta un arbitro è stato richiamato all’OFR. È successo alla 4^ giornata all’arbitro Rapuano che il temerario addetto VAR Camplone, in Genoa-Frosinone, ha invitato alla revisione essendogli sfuggito un evidente fallo di mano in area di Cittadini del Frosinone. Rigore poi correttamente assegnato dall’arbitro.
Che sta succedendo quindi? Una cosa di una gravità assoluta. Mentre l’IFAB ordina a tutte le corazzate del mondo il “barra a dritta”, Orsato sale sulla tolda di comando della bagnarola Italia e ordina “barra a babordo”. Lui alle regole fissate dall’IFAB nel regolamento non crede; lui crede solo alla sua bussola e la sua bussola gli dice che l’arbitro non può e non deve mai sottomettersi allo strumento tecnologico: conta quello che lui vede in campo e se vede male (come vedeva spesso male lui quando arbitrava), così è: e buonanottre ai suonatori.
E insomma, senza che FIGC, Lega e CONI dicano niente, anzi le dichiarazioni ufficiali di Simonelli & C. sono di plauso, Orsato ha riportato le lancette dell’orologio del nostro calcio indietro di 9 anni facendo sparire il VAR. E mentre la Serie A conta 50 partite giocate con un solo richiamo all’OFR, è bastato il primo turno di Champions League, 18 partite, per assistere a 6 interventi VAR, richiami all’OFR o correzioni dalla sala, a modifica di decisioni errate prese in campo in Bruges-Aston Villa, Lille-Betis, Slavia-Lens, Fenerbache-Roma, AEK-Lask, Barcellona-Feyenoord. Un intervento ogni tre partite. Come passare dal giorno (l’Europa) alla notte (la Serie A).
La mia impressione è che le mummie del Palazzo del pallone italico stiano scherzando col fuoco senza nemmeno rendersene conto (o forse sì). Nessuno, tantomeno Orsato, ha il diritto di riscrivere il regolamento del gioco del calcio e di adattarlo ai propri gusti: e sono curioso di vedere cosa diranno UEFA, FIFA e IFAB quando la notizia dell’atto di autentica eversione compiuto da Orsato varcherà i nostri confini e verrà valutato nelle sedi opportune. Le sconcezze regolamentari cui abbiamo assistito in queste prime 5 giornate di campionato gridano vendetta: ma “Non arretreremo di un centimetro”, ha ribadito, puntuto e impettito, Orsato. Risoluto: fino alla fine".