RIYADH - L'emozione, mista al sogno, di Antonio Vergara. 22 anni, cresciuto nel vivaio della SSC Napoli e protagonista della rosa di Antonio Conte in questa stagione. L'abbiamo intervistato due giorni prima della finale di Supercoppa italiana, a Riad: la finale di Napoli-Bologna si avvicina. Ma è tempo di un primo bilancio per il centrocampista azzurro, che ha realizzato due sogni in pochissimi giorni: debutto da titolare al Maradona, in Napoli-Cagliari di Coppa Italia, debutto in Champions League contro il Qarabag. Ma non è tutto, perché Conte l'ha inserito anche nei minuti finali di Napoli-Milan di Supercoppa.
E allora in un'intervista ai microfoni di CalcioNapoli24 TV, conosciamo meglio il centrocampista del Napoli, Antonio Vergara, con i nostri inviati Manuel Guardasole e Riccardo Nicotra:
È stato un mese d'oro, indimenticabile per te: hai giocato in tutte e quattro le competizioni: Serie A, Coppa Italia, Champions League e Supercoppa italiana. Hai debuttato in questo mese sia in Coppa Italia da titolare al Maradona, con un assist bellissimo, sia in Champions League.
"Ti racconto un po' tutte le mie emozioni, il mio tutto: mi ricordo quando tanti anni fa facevo ancora il raccattapalle, ricordo ancora la partita Napoli-Real Madrid con Ramos che segnò di testa. Perdemmo ma per me già solo entrare al Maradona da quell'entrata era un'emozione unica, ora è cambiata l'entrata ma l'emozione è sempre unica! E giocare in tutte e quattro le competizioni, fa dire al me stesso di un anno fa un: "Bravo, complimenti!". Perché non me l'aspettavo".
E invece cosa diresti al Vergara di due anni fa, quando si rompe il crociato?
"Di stare un po' più tranquillo di quel che è stato, perché alla fine tutto passa! Alla fine col tempo tutto si risolve".
Ci sono a Riad sette giovani cresciuti nel vivaio del Napoli, quattro alla prima convocazione. Che consigli hai dato loro, li stai seguendo in questi giorni?
"Sì, li sto seguendo e penso siano dei giocatori validi per essere qui. Ma consigli, vi dico la verità, ancora non mi sento di darli, perché non mi sento pronto a farlo. Ma spero se la vivano al massimo!".
Chi è Conte per te?
"Conte per me è quella figura di un vincente, che ti sprona sempre a dare il massimo: lui pretende che tu dai il massimo, sempre! E lui è questo per me".

Nei ritiri sei stato uno dei migliori, cosa ti ha detto Conte in estate, del tipo: "Mi convinci a farti restare in rosa se..."?
"Nulla, sono stato io ad andare lì per dimostrare quanto valgo e giocarmi le mie carte! Perché avendo già perso un anno per l'infortunio, speravo di avere l'opportunità di giocarmela!".
In carriera hai giocato seconda punta, trequartista, ala, ora con Conte sia dietro la punta che da mediano. Qual è il ruolo in cui sei più a tuo agio? Ormai possiamo parlare anche di te come di un centrocampista duttile!
"Sì, penso di averli fatti tutti i ruoli dal centrocampo in su! Manca solo la prima punta ma non penso arriverò a farla! Secondo il mio modo di vedermi e dove mi diverto di più, preferisco giocare fra le linee: sulla trequarti o come mezz'ala! Quei ruoli lì".
Chiudiamo con un giochino: crea il tuo calciatore perfetto, con i giocatori che hai visto o con cui hai giocato dell'ultimo decennio.
Piede destro? "De Bruyne!"
Piede sinistro? "Messi!"
Colpo di testa? "Eh, direi Sergio Ramos!"
Velocità? "Mbappé!"
Tiro da fuori? "Scott McTominay!"
Dribbling? "David Neres".
Forza fisica? "Mh... Forza fisica dico Juan Jesus!"
Visione di gioco? "Iniesta"
Carisma - personalità? "Frank Zambo Anguissa!"
Simpatia? "Mazzocchi!", e l'outfit migliore? "Dico sempre Pasquale che ogni tanto li sfoggia degli outfit belli!".
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