Ultimissime Calcio Napoli - A "1 Football Club", programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Enrico Varriale, giornalista. Di seguito, un estratto dell'intervista.
Direttore, partiamo dal piano di fattibilità per la qualificazione dellâItalia al prossimo Mondiale. Lei ci crede?
âGuardando alle squadre che dobbiamo affrontare, tra cui una che è oltre il cinquantesimo posto del ranking FIFA, e poi unâeventuale finale che nel peggiore dei casi ci vedrebbe in uno stadio molto caldo, direi che tecnicamente lâItalia è superiore. Parliamo comunque di avversarie intorno al 35º posto del ranking. Quindi, dal punto di vista tecnico, la qualificazione dovrebbe essere alla portata. Però si ricorda cosa è successo con la Macedonia del Nord e prima ancora con la Svezia, questi precedenti alimentano il timore di una terza mancata qualificazione, che sarebbe una vera catastrofe. Io però ho fiducia in Gennaro Gattuso, nella sua capacità di trasmettere spirito e determinazione. Lo ricordo da giocatore nel 2006, ma anche da allenatore: quella mentalità può fare la differenza in partite secche, dove non ci si può permettere errori. Anche se sei superiore, basta poco per compromettere tutto. Quindi sì, lâItalia parte favorita, ma deve dimostrarlo sul campo.â
LâItalia è favorita ma deve dimostrarlo sul campo. Lei dice di fidarsi di Gattuso: su quali uomini può contare?
âDeve puntare su chi ha esperienza. Se analizziamo la rosa, non câè troppo da essere euforici: a centrocampo, per esempio, Nicolò Barella non è nel suo momento migliore e Sandro Tonali va valutato dopo il recente problema fisico in Champions League. Inoltre mancano elementi importanti come Giovanni Di Lorenzo, che in difesa sarebbe stato una garanzia. La nota positiva è lâattacco: finalmente hai giocatori che vedono la porta, penso a Pio Esposito. Non è detto che parta titolare contro lâIrlanda del Nord, ma resta unâopzione. Il problema del gol, che negli ultimi anni è stato evidente, sembra almeno in parte attenuato. Contro lâIrlanda del Nord potrebbe bastare, ma serve lo spirito giusto: è una partita da non sbagliare, davanti a un pubblico caldo come quello di Bergamo. Il momento del calcio italiano, inoltre, non è dei migliori: lo abbiamo visto anche in Champions League, dove le squadre italiane fanno fatica. Giochiamo un calcio un poâ superato, abbiamo limiti economici e pochi giovani emergenti. Senza strutture come quelle di Francia o Belgio, diventa difficile competere ad alti livelli.â
Direttore, quali prospettive avrebbe lâItalia se dovesse qualificarsi al Mondiale?
âIl primo obiettivo è arrivarci. Non qualificarsi per la terza volta sarebbe gravissimo anche se magari porterebbe a cambiamenti, sarebbe comunque una ferita enorme. In un momento in cui tutto lo sport italiano va fortissimo, dallo sci al tennis, dal nuoto al rugby, sembra che solo nel calcio facciamo fatica. Questo deve far riflettere. Se invece ci qualifichiamo, il girone non sarebbe proibitivo, almeno sulla carta. Però la storia recente ci insegna che possiamo complicarci la vita: nel 2014 uscimmo contro la Costa Rica, nel 2010 non superammo un girone con Paraguay, Nuova Zelanda e Slovacchia. à un periodo lungo di difficoltà . Però quando partiamo sfavoriti, a volte riusciamo a sorprendere, come allâEuropeo del 2021. Superare il girone sarebbe un obiettivo realistico, ma pensiamo prima a qualificarci: è questo il vero nodo.â
Passando al campionato: è davvero riaperto?
âNella misura in cui lâInter ha rallentato, sì. Però tutto dipende comunque dallâInter. Napoli e Milan, che tra lâaltro si affronteranno a Pasquetta, possono sperare solo se lâInter cede in modo evidente. I segnali ci sono: dopo il derby perso e il pareggio con lâAtalanta, la squadra è apparsa in difficoltà . Anche contro la Fiorentina, pur vincendo, non ha convinto e anzi avrebbe potuto perdere. Al di là delle polemiche arbitrali, il dato è che lâInter ha sofferto. Questo apre scenari, ma per il Napoli significa dover vincere praticamente tutte le partite: unâimpresa difficile.â
Direttore, è soddisfatto della stagione di Antonio Conte al Napoli?
âLei deve aspettare la fine per un giudizio definitivo, ma già ora si può dire che il lavoro di Conte è stato straordinario. Io lo considero almeno allo stesso livello, se non superiore, rispetto alla stagione dello scudetto. Il Napoli è stato condizionato da tanti infortuni e ha dovuto reinventarsi più volte. Conte ha cambiato soluzioni tattiche, ha valorizzato giocatori e trovato alternative. Non è stata solo sfortuna, certo, qualche errore câè stato, soprattutto in Champions League, ma se alla fine ottieni un punteggio da vertice nonostante tutto, significa che il lavoro è stato eccellente. Lâobiettivo minimo era tornare in Champions League e il Napoli è vicino a centrarlo. Considerando le difficoltà , la gestione del gruppo è stata persino migliore rispetto allâanno dello scudetto.â
Ha la sensazione che Antonio Conte resterà al Napoli anche nella prossima stagione?
âLei sa che Conte ha un contratto, sta bene a Napoli e il rapporto con De Laurentiis, almeno finora, ha funzionato. Si è detto di tutto: che non sarebbe mai venuto, che sarebbe andato via subito, che sarebbe tornato alla Juventus. Ma sono spesso voci. Certo, nel calcio tutto può succedere: se arrivasse una chiamata da club come il Real Madrid o il Manchester United, qualche riflessione sarebbe inevitabile. Oppure se la società decidesse di ridimensionare il progetto. Ma allo stato attuale, mi sembra più probabile che resti. Paradossalmente, potrebbe anche pensare di andare via solo dopo aver vinto ancora, ma se il Napoli continuerà a crescere e a restare competitivo, credo che Conte abbia voglia di proseguire.â