Notizie Napoli - Ciro Troise, giornalista, ha parlato ai microfoni di Terzo Tempo Calcio Napoli, trasmissione in onda su Televomero. Ecco le sue parole riportate dal comunicato stampa diffuso dall'emittente:
“La sconfitta con la Lazio è come se fosse il secondo tempo di Parma, per me le due cose sono collegate. Guarderei le cose positive contro la Cremonese, come l’applauso di Conte a De Bruyne al momento della sostituzione, come se si fosse unito allo stadio. Si è trattato del primo gol su azione di De Bruyne della stagione e il centesimo nei top 5 campionati europei. La squadra sentiva questa reazione, infatti c’è un dato che racconta l’esatto opposto: contro la Lazio, il Napoli era andato sotto dopo tre minuti; mentre con la Cremonese ha fatto gol dopo appena un minuto e mezzo. L’opposto anche nell’indirizzare la gara rispetto a sabato scorso.
Da quel che mi risulta, De Bruyne è felice di stare qui, ma penso sia anche autocritico. Complice l’infortunio, ma anche in alcune partite che ha giocato ci si aspettava di più per il suo status. Parlare di futuro e di mercato è molto difficile, bisogna capire cosa succederà con l’allenatore. L’unica cosa sicura è che il Napoli lavorerà all’abbassamento dell’età media della rosa e del monte ingaggi.
Hojlund? Quando si valuta la sua stagione, non si non può non tener conto dei numeri della sua stagione. Credo che non esista nei top 5 campionati un giocatore che non ha mai avuto una vera alternativa. Ha giocato 16 gare su 40 l’intera partita, senza mai essere sostituito. L’Inter, invece, più volte ha potuto cambiare i suoi attaccanti. Al netto di tutto, secondo me ha fatto una grande stagione. Questa squadra, inoltre, in alcune gare ha avuto una produzione offensiva molto bassa. Tranne nel periodo in cui ha giocato Neres prima del suo infortunio e costruiva un po’ di più. Nella prospettiva futura, penso sia uno dei punti cardine.
I sondaggi sugli altri allenatori sono inevitabili, perché se Conte andasse via bisognerebbe avere almeno una mappa esplorativa sui tecnici disponibili per non farsi trovare impreparati. Mi risulta che non ci siano strade intraprese con altri allenatori. Ci sono comunque dei contratti e delle posizioni ufficiali in cui nessuno parla di rottura. Ma per immaginare un futuro serve una condivisione totale del progetto, ovvero che nessuno si tiri indietro durante la stagione alle prime difficoltà. Stavolta è più difficile, per il momento del Napoli che deve abbassare età media e monte ingaggi; e anche perché Conte nella sua storia soltanto alla Juventus è rimasto tre anni, andando via poi a luglio con un’intervista che fece discutere.
Il secondo posto per il Napoli non è il primo dei perdenti, ma è una posizione onorevole. Milan-Juventus dirà tanto su chi se la giocherà con il Napoli nelle ultime quattro giornate, dove il più grande ostacolo dovrebbe essere il Como la prossima settimana”.