Ultimissime Serie A - La crisi del calcio italiano dopo la mancata qualificazione ai Mondiali 2026 continua a far discutere e apre nuovi scenari sul futuro della governance federale. Le dimissioni di Gabriele Gravina hanno accelerato il dibattito sulle riforme, con le elezioni FIGC fissate per il 22 giugno.
Nel cuore del confronto câè il tema riforme, rilanciato con forza da Ezio Maria Simonelli, presidente della Lega Serie A. In unâintervista al Corriere della Sera, il numero uno della Lega rivendica maggiore peso decisionale per i club: «Siamo la locomotiva del movimento, anche se abbiamo un peso elettorale limitato, pari al 18%».
Una richiesta chiara, accompagnata da un dato economico significativo: «Versiamo 130 milioni lâanno per garantire il funzionamento di tutto il movimento». Da qui la necessità , secondo Simonelli, di ottenere un ruolo più centrale anche nei vertici federali.
Sul fronte elezioni, resta forte la candidatura di Giovanni Malagò, definito dallo stesso Simonelli «uomo di grande esperienza». Tuttavia, nessuna investitura ufficiale: «à prematuro sbilanciarsi sui profili», chiarisce, rimandando ogni decisione allâassemblea dei club.
Ampio spazio anche allâanalisi della crisi della Nazionale: «à stata una grande delusione, non me lâaspettavo proprio». Per Simonelli, il problema principale è il mancato ricambio generazionale: «à mancato il rinnovo rispetto ai giocatori che nel 2021 hanno vinto gli Europei».
Tra le soluzioni proposte, un forte investimento sui vivai: «Bisogna lavorare sui settori giovanili, partendo dalle scuole calcio». E ancora: «Occorre abolire la classifica nei campionati delle squadre dei giovani», per favorire la crescita senza pressioni.
Il presidente della Lega punta poi su interventi strutturali: incentivi economici per i giovani italiani, revisione delle norme sugli stranieri e maggiore collaborazione con le istituzioni. In questo senso cita il dialogo avviato con Andrea Abodi e Giorgia Meloni.
Infine, lâappello allâunità : «Bisogna sedersi al tavolo per trovare un nome e soprattutto un programma condiviso». E una chiusura simbolica: «Speriamo di avere presto un Sinner anche nel calcio».