Luigi De Siervo, amministratore delegato della Lega Serie A, parla a Rivista Undici.
L’obiettivo della Serie A è arrivare ad avere un rapporto diretto coi tifosi/consumatori. Magari con un canale di Lega…
“Quella del canale di Lega è solo una delle opzioni, anche se evidentemente rilevante, delle possibili scelte strategiche per costruire un rapporto costante e continuo con i fan, elemento chiave del futuro di qualsiasi proprietà intellettuale. Dobbiamo iniziare la nostra analisi dai tifosi, che vanno ingaggiati maggiormente nelle scelte che compiamo tutti i giorni. Dovremmo coinvolgere il pubblico della Serie A in una serie di decisioni, come ad esempio sulle maglie, sulle fasce dei capitani o sull’inno del campionato. I tifosi devono sentirsi parte di una comunità”
Come si misura e da cosa passa l’attrattività di un campionato?
“Dalle risorse e dagli investimenti. In fondo la battaglia contro la pirateria serve proprio a questo: a garantire più risorse e, quindi, consentire ai club maggiori investimenti per attrarre campioni, costruire stadi e centri di allenamento all’avanguardia, creare dei vivai floridi e mantenere in Italia talenti che già giocano nel nostro campionato. Gli introiti necessari per mantenere il sistema oggi arrivano ancora principalmente dai diritti audiovisivi, ma all’estero non è più così, ed è così da tempo, perché la linea dei ricavi che cresce di più è quella derivante dagli stadi. Nel nostro Paese abbiamo gli stadi più vecchi d’Europa, con oltre 70 anni di età media per impianto: su quest’aspetto per fortuna la situazione sta cambiando, ma il nuovo modello economico potrà andare a regime non prima di sei o sette anni, incrementando nel frattempo il gap già esistente con le altre leghe”
Tornando per un attimo agli stadi: a che punto siamo?
“Abbiamo davanti una data non procrastinabile: nel 2032 ospiteremo i Campionati Europei in Italia. Ci sono impianti fenomenali come il prossimo di Milano, con un investimento superiore a un miliardo di euro, e altri bellissimi progetti come quelli di Lazio e Roma. Anche a Marassi proseguono le discussioni tra i due club, mentre a Firenze siamo in un momento di profonda trasformazione. Oggi stiamo affrontando la fase peggiore: i nostri club sono ancora legati ai ricavi televisivi, ma nel frattempo stanno crescendo molto gli introiti commerciali e avere stadi moderni e all’avanguardia darebbe una forte spinta in tal senso. Fortunatamente nel calcio stanno entrando manager che arrivano da industrie più evolute, introducendo nel sistema nuove competenze, visioni diverse e progetti ambiziosi”
Tutto questo com’è stato recepito? E quali sono i prossimi passi?
“Siamo convinti di aver fatto scelte coraggiose in questi anni, che altre Leghe poi hanno copiato confermando la bontà delle nostre iniziative, utili nell’ottica della trasparenza e per ridurre una serie di discussioni strumentali sugli arbitri. Gli audio degli ufficiali di gara ascoltati dopo poche ore dalla fine delle partite, la recente introduzione della Haier-Cam che mostra la visuale dell’arbitro in tempo reale, sono elementi innovativi che portano il tifoso dentro l’evento, aumentando l’engagement del pubblico e avvicinando il target della GenZ. Gli highlights dedicati con la ref-cam registrano milioni di views a livello mondiale, di fatto abbiamo nventato un nuovo modo di vivere l’evento partita, ricreando situazioni che i più giovani vivono nei videogiochi. Io credo che la nostra scelta per la trasparenza sia uno dei punti di forza del nostro campionato: abbiamo fatto e continueremo a fare degli investimenti sulle tecnologie al servizio degli arbitri”