Napoli-Arsenal 0-1: arriva anche il commento di Sandro Sabatini, giornalista Mediaset, attraverso il proprio canale Youtube.

"Napoli a testa alta contro l'Arselan: è la frase che tutti tireranno fuori. Naturalmente, non si può fare eccezione a una colonna sonora che racconta della terza sconfitta consecutiva del Napoli, due in campionato e una in Champions League.
Il commento è però relativo solo alla sconfitta contro l'Arsenal, che è maturata senza problemi e discussioni arbitrali, senza anche recriminazioni, se non sull'ultima occasione, quella avuta da Kevin De Bruyne, proprio a un minuto dal fischio finale, quando il belga, autore di un'ottima prestazione, sembrava veramente trasformato rispetto a quello di pochi mesi fa. Anziché provare a concludere in porta, ha cercato un assist per nessuno in mezzo all'area.
Avesse pareggiato il Napoli, sarebbe cambiato l'umore dei tifosi?
Sì, naturalmente, anche della squadra, anche dell'allenatore. Non sarebbe cambiata però la versione sulla partita e sul confronto, che con l'Arsenal era improponibile, forse no, imparagonabile, ecco, diciamo così, in avvio, e si è confermato tale.
Anche se per settanta minuti il Napoli ha comunque dato una buona impressione di sé stesso, perché ha giocato con grande sacrificio, con grande orgoglio, senza farsi mancare anche qualche tentativo pericoloso. Le azioni più pericolose le ha fatte l'Arsenal, soprattutto le occasioni più pericolose le ha create l'Arsenal: una volta è stato graziato Meret nel primo tempo, una volta è stato graziato Milinkovi?-Savi? nel secondo tempo, una da Merino nel primo tempo e una da Gyökeres nel secondo tempo.
Poi è arrivato il gol di Ødegaard, perché Ødegaard è un campione e, al culmine della solita azione in cui l'Arsenal girava palla attorno alla difesa del Napoli schierata, lui ha trovato una traiettoria e ha consentito al pallone un percorso che è andato a finire prima sul palo e poi alle spalle di Milinkovi?-Savi?, che aveva sostituito Meret, infortunato nel primo tempo.
Come ha giocato il Napoli? Non male, sicuramente non male! Ha fatto la sua figura, ha provato a replicare con le proprie armi. È mancato sempre nell'ultimo passaggio, nell'ultimo tocco, quello che fa la differenza, quello che consente di mettere l'uomo davanti al portiere per concludere.
Sono stati errori un po' ripetuti e ripetitivi da parte di Alisson Santos. Anche Politano, che ha corso tanto e ha concluso stremato, è mancato in un paio di circostanze. Perfino De Bruyne, tra due imbucate e due servizi che invece potevano essere ampliati come manovra sull'esterno, ha scelto la soluzione peggiore.
Però De Bruyne è stato il migliore in campo e anche Højlund ha giocato una grande partita.
Cioè, per fare il commento bisogna sempre tenere presente qual è la forza della squadra avversaria. L'Arsenal è una squadra fortissima, prima in Premier League, finalista di Champions League, con un grande mercato, anche quest'estate, alle spalle, con numeri che fanno impressione: ha un fatturato di un miliardo.
L'Arsenal e il Napoli, se lo sogna, perché arriva a 250 milioni. Ma questi sono numeri che poi non c'entrano nulla con la partita. È vero, non parliamo di fatturato, non parliamo di monte ingaggi, non parliamo di valore della rosa. Parliamo però effettivamente dei giocatori.
Perché mentre l'Arsenal ha avuto delle carte da giocare, anche nel secondo tempo, quando c'era da creare un po' di freschezza per continuare a tenere lì il Napoli e, prima o poi, farlo capitolare, ecco, il Napoli ha replicato con due sostituzioni che, stavolta, si può dire tutto, ma non che siano state sbagliate: sono state le uniche sostituzioni possibili, cioè Vergara da una parte e Favasuli dall'altra.
Favasuli, sì, il ragazzo ex Catanzaro, unico acquisto di fatto del mercato, è entrato molto bene, ha combattuto, ha conquistato anche gli applausi del pubblico del Maradona.
Applausi che non sono mancati neanche alla fine, perché poi il giudizio del pubblico è quello sempre più significativo e il giudizio del pubblico è stato quello della consolazione, con la famosa espressione "a testa alta".
Ora, secondo me, l'espressione "a testa alta" gratifica anche l'orgoglio, un pochino il morale di una squadra, dei suoi tifosi, dei giocatori, dell'allenatore. Però poi, il giorno dopo, a testa alta significa zero punti in classifica.
E questo è importante, perché hai voglia a dire a testa alta contro il Como, a testa alta contro l'Inter, a testa alta contro l'Arsenal. Si sono verificate tre sconfitte che erano magari anche immaginabili, prevedibili, sì, tutto vero. Ma un conto sono le previsioni e un conto è poi la realtà.
Il Napoli, in questo momento, è inutile negarlo, vive una situazione che va da Allegri a De Laurentiis, da Di Lorenzo a Favasuli, cioè abbraccia tutto l'arco calcistico, dal settore tecnico alla presidenza e anche la squadra. Vive un momento che, per il morale, non è facile.
Perché le prossime due partite contro Bologna e Fiorentina, che sono sulla carta partite da affrontare al limite anche con relativa serenità, adesso diventano degli ingombri di preoccupazione, che nascono dall'esito delle tre precedenti partite: tre sconfitte.
La prestazione comunque non è stata negativa, neanche stavolta, verrebbe da dire. E stavolta gli errori sono stati sicuramente pochi in difesa, pochissimi, anche se in un paio di occasioni l'Arsenal ha avuto delle occasioni incredibili e non si sa neanche come mai le abbia fallite. In avanti c'è stata un po' di imprecisione.
Lo ripeto ancora: è mancato l'ultimo passaggio. È mancato il filtrante per andare a concludere, è mancato ad Alisson, è mancato a Politano, è mancato anche a De Bruyne. E pensate che, senza avere neanche una vera palla gol da giocare, Højlund va considerato tra i migliori in campo al pari di De Bruyne.
Le altre prestazioni: Meret, buono, sostituito dopo un tempo; con Milinkovi?-Savi? anche lui buono, non poteva far nulla sul gol di Ødegaard.
Di Lorenzo ha fatto una bella partita: esperienza e generosità. Rrahmani anche lui è andato bene, con Gyökeres secondo me sta crescendo tantissimo. Rafa Marin, che sta diventando un difensore assolutamente credibile, alla quarta partita da titolare non gli si può sinceramente dir nulla.
Olivera un po' impacciato, ma sicuramente meglio rispetto alla partita con il Como.
A centrocampo Gilmour è partito bene, poi alla fine ha sbagliato quasi tutto e si è fatto trovare impreparato. Lobotka, voto altissimo per generosità, dedizione, corsa, perché si è messo a fare la mezzala, perché d'altro canto il Napoli doveva sostituire Anguissa e McTominay e i giocatori erano quelli.
Obbligato il centrocampo, appunto, con Gilmour, con Lobotka che ha fatto la mezzala e con De Bruyne che ha fatto un po' la seconda punta, perché a tratti il Napoli sembrava schierato 4-4-2, con De Bruyne che appoggiava Højlund.
De Bruyne è un giocatore di un'altra categoria, ha una visione di gioco e una classe che sono sotto gli occhi di tutti. Sembra anche molto più motivato e ben disposto rispetto all'anno scorso. È mancato il gol alla fine, con l'occasione che probabilmente non lo farà dormire per una notte, ma poi non ci penserà più, perché un giocatore con quella classe non può non tornare ad esibirsi ai suoi livelli.
Di Politano l'ho detto, di Alisson l'ho detto. Soprattutto Alisson crea tantissimo, ha grande forza fisica, sa ripartire, ma non può vanificare qualsiasi sforzo negli ultimi metri.
Oltre a Favasuli, molto bravo, da applausi, è entrato Vergara, anche lui si è dato da fare. Lucca e Neres, soprattutto Neres, sinceramente non lo capisco, e anche Lucca ha fatto quel che ha potuto.