Ultime notizie Serie A - Le polemiche sugli arbitri e sullâutilizzo del VAR tornano al centro del dibattito calcistico. A riaccendere la discussione è stato Francesco Repice, intervenuto su CRC, radio partner della SSC Napoli, durante la trasmissione âA Pranzo con Chiarielloâ, con unâanalisi dura e senza sconti sul sistema attuale.

Il giornalista di Radio Rai ha chiarito subito la propria posizione, sottolineando la sua neutralità : «Io sono tifoso della Roma, non tifo né Napoli né Inter». Da qui parte una riflessione più ampia sulle recenti vicende legate allâarbitraggio: «Negli ultimi tempi le vicende legate allâarbitraggio stanno prendendo una piega inspiegabile».
Secondo Repice, il nodo centrale non sono i direttori di gara, bensì le regole: «Non te la puoi prendere mai con gli arbitri che stanno cercando di mettere in atto un regolamento assoluto e difficile». Nel mirino finisce soprattutto il modello attuale: «Il sistema ibrido macchina-arbitro non va bene», spiegando come la convivenza tra uomo e tecnologia generi solo confusione.
Il VAR, per Repice, ha snaturato il concetto stesso di giustizia sportiva: «La giustizia non è di questo mondo così come la perfezione». Il regolamento, a suo avviso, è diventato eccessivamente complesso: «Se lo leggi insieme ai protocolli ci devi stare ore su ore».
Altro punto critico riguarda la gestione della categoria arbitrale: «Errore accettare la divisione tra dilettanti e professionisti». Una scelta che solleva interrogativi anche economici: «Chi è che paga gli arbitri?», con una conclusione netta: «Se a pagare sono quelli che vengono arbitrati, è una follia».
Nel suo intervento non manca il riferimento storico: «Con la goal-line technology nel 1986 sarebbe andata diversamente», ricordando il Mondiale di Maradona e ribadendo come la tecnologia abbia senso solo se chiara e limitata.
Infine, una chiusura amara e autocritica: «Forse sono diventato vecchio e non capisco più certe cose»