Ultime notizie SSC Napoli - Nel suo editoriale per Il Mattino, il Prof. Guido Trombetti richiama i tifosi al "mestiere di tifare" e basta:
"L'appello contenuto nel lucido intervento di Francesco De Luca sul Mattino di ieri a sostenere, oltre a quello del ct azzurro Roberto Mancini, il lavoro di Max Allegri suggerisce qualche riflessione di carattere generale sia pure in una direzione un po' differente. I comportamenti che si riscontrano mediamente nel mondo del calcio lasciano sempre di più esterrefatti. A me appare come un mondo di immaturi (magari me compreso). Di bambini capricciosi che vogliono una cosa, la vogliono subito, la vogliono ad ogni costo. Mi ha colpito ad esempio molto la vicenda di Grosso. Giubilato a furor di popolo (e di società) dopo solo tre partite. Eppure si tratta di un giovane allenatore di belle speranze intorno al quale era stato costruito (o almeno così si raccontava) un progetto. Se adesso è vero come è vero che nel singolo incontro di calcio (non nell'intero arco di un campionato) il caso, cioè l'evento casuale, può essere determinante oltre ogni merito ed ogni demerito in fondo si può ritenere che Grosso sia stato esonerato dalla Fiorentina, dopo sole tre partite, "per caso".

Ancor di più mi stupisce enormemente una qual certa atmosfera che si respira intorno al Napoli. Tra la sfiducia e la ribellione. Calato in un pulviscolo di racconti, tutti frutto di sentito dire, inciuci e pettegolezzi dei bene informati che sanno sempre la vera verità. E la offrono in pasto al popolo. Per cercare di capire vorrei accendere i riflettori sugli ultimi cinque anni della squadra azzurra. Durante i quali il Napoli ha vinto due scudetti (e cioè il 50% degli scudetti vinti in un secolo!), una volta è arrivato secondo, una volta è arrivato terzo e poi ha vinto anche una Supercoppa. A me sembra un bilancio strepitoso. Oserei dire trionfale. Che però probabilmente ha prodotto un effetto distorsivo nella testa di noi appassionati. E cioè ha generato l'idea che il Napoli debba vincere lo scudetto ogni anno. E se dopo 5 giornate non è primo in classifica apriti cielo. Si vuole decapitare ipso facto il tecnico. Si addita come reprobo il presidente per la sua accorta politica economica. Dimenticando ad esempio, come osserva De Luca, che «dopo i difensori Buongiorno e Marianucci sono venuti meno i due perni del centrocampo del quarto scudetto, ad esempio. Anguissa è alle prese con continui e seri problemi muscolari e McTominay si è fermato per un problema cardiaco. Scott, per chi lo avesse dimenticato, è stato il vice capocannoniere nelle due precedenti stagioni, segnando 13 e 14 gol: e questo contributo manca». Può darsi che io non abbia capito niente. Ma se quello che ho capito è vero allora noi tifoseria napoletana siamo ancora degli immaturi. Come già detto, simili a bambini capricciosi che vogliono una cosa, la vogliono subito, la vogliono ad ogni costo. Perché non ci chiediamo quando ha vinto l'ultimo scudetto la Juventus? La risposta è nel 2019-2020, con Maurizio Sarri in panchina. Non vince da sei tornei. Ed ha anche saltato qualche partecipazione alla Champions. Eppure si parla della società più forte, ricca e vincente presente in Italia. Ma allora per quale motivo al mondo il Napoli dovrebbe vincere il campionato ogni anno, o almeno lottare per vincerlo ogni anno? Nel calcio vi sono i cicli. E tra l'uno e l'altro ciclo vi è il momento della ricostruzione che può anche durare 4 o 5 anni. Questo insegna la storia del calcio. Ma è difficile farlo entrare nella testa dei tifosi (e non solo). L'ultimo quinquennio in particolare ha determinato una ubriacatura collettiva invece di produrre un processo di maturazione della tifoseria (e non solo). E secondo me sarebbe l'ora che invece di disquisire in radio e sui social di tattiche e moduli noi tifosi tornassimo a fare il nostro mestiere: quello di tifare. La maglia azzurra uber alles. Sic et simpliciter".