Nel suo consueto intervento sul proprio canale YouTube, Alfredo Pedullà torna sulla sconfitta del Napoli contro il Porto e punta il dito contro Massimiliano Allegri, criticandone le dichiarazioni, la gestione della squadra e le responsabilità per il momento negativo degli azzurri. Il giornalista si sofferma anche sulle parole di Politano e Hojlund, sulla mentalità della squadra e sulle dichiarazioni rilasciate dall'allenatore al momento del suo arrivo a Napoli.
«Dopo aver preso atto di quello che è successo ieri, in campo e fuori, tra Porto e Napoli, mi riferisco agli atteggiamenti in campo e alle dichiarazioni fuori dal campo di Politano e Hojlund, che hanno chiaramente preso le distanze dall'allenatore che hanno e seguono tutti i giorni. Hanno detto esattamente il contrario. Perché, vedete, il problema è sempre lo stesso: oggi, come molti hanno questo difetto caratteriale, c'è la tendenza a non chiedere scusa e a vedere una partita completamente diversa.
Allegri ha visto una partita diversa: ha visto un buon Napoli per 70 minuti, ma non è così. Non è stato un buon Napoli per 70 minuti, questo lo ha visto soltanto lui. à stato un Napoli con qualche sprazzo di gioco quando è andato sotto, ma con un atteggiamento e una mentalità assurdi. Allegri ha visto una partita, Politano ne ha vista un'altra, qualcun altro un'altra ancora, McTominay un'altra ancora.
Dovrebbero fare una riunione tra loro per mettersi d'accordo. Ieri, durante la diretta televisiva, c'era una differenza evidente tra calcio e anticalcio. L'hanno capita tutti, tranne quelli che difenderebbero Allegri anche se perdesse 37-0, con cinque milioni all'anno.
E questo porta a chiedersi: cosa c'entra lo stipendio? C'entra, perché De Laurentiis, secondo me, ha commesso un errore concedendogli tre anni a cinque milioni netti. Parlare dell'Allegri che ha vinto è una contraddizione, non c'entra nulla. à passata una vita. Se volete dare i numeri corretti, fatelo per far capire quale sia stato il declino. Se prendiamo le sue ultime dodici partite di Champions League, ricordando anche il famoso Maccabi dei tempi della Juventus, troviamo nove sconfitte, due vittorie e un pareggio. Ha vinto in casa contro il Maccabi.
Ma ciò che resta maggiormente di quella sfida è la prestazione imbarazzante in trasferta, oltre alla sconfitta contro il Bodo/Glimt per 4-3. Leggete questi numeri: ci sarà un motivo oppure no? Se la caduta è libera e la Champions League respinge Allegri, continuare a ricordare le sue due finali non ha alcun senso. La cosa più assurda di tutta questa vicenda è che si utilizzi il Como per mascherare i titoli.
Guardate quello di oggi sul Corriere dello Sport: "Napoli stremato". Ma non è un Napoli stremato, è un modo per evitare di concentrarsi su Allegri. Napoli stremato? Non è questo il punto. Gli infortuni non sono una giustificazione quando hai undici giocatori da mandare in campo. Anche se ne avessi venticinque, sarebbe la stessa cosa. Potresti fare le rotazioni, ma la mentalità è quella che è.
Allegri ha sbagliato prima, durante e dopo la partita. Prima, presentando l'Ajax. E voi che siete i suoi biografi dovete raccontare anche queste cose. Ha sbagliato quando, con una certa furbizia, ha detto: "Beh, la partita di domani non è importante". Certo che è importante! Magari non è fondamentale, ma allora quella che conta sarà quella delle ultime tre partite contro Viking e Bruges.
à assurdo parlare della partita del giorno dopo chiedendo il massimo impegno e poi presentare questo Napoli in una maniera assolutamente impresentabile, come sempre. E poi ha detto cose che non hanno senso, senza alcuna ragione.
Per esempio: "Abbiamo fatto una buona partita, non ho nulla da rimproverare ai ragazzi". Eppure i suoi giocatori hanno detto esattamente il contrario. Non utilizzate il Como per coprire i problemi del Napoli e di Allegri. Lasciate stare il Como. Il Como ha segnato nove gol a Lens, in Francia, in Champions League, disputando una partita storica. Eppure non se ne è parlato, oppure è stato utilizzato nei titoli per mascherare la sconfitta del Napoli. Secondo me, invece, avreste dovuto mettere in prima pagina Fabregas e Allegri uno accanto all'altro: calcio e anticalcio nella stessa serata.
Così non avreste oscurato il Como e soprattutto non avreste utilizzato il Napoli in piccolo e il Como in grande per evitare di parlare di quello che ha fatto il Napoli, qualcosa di senza precedenti. L'ultima cosa che voglio aggiungere riguarda il mercato. Ricordo che quando Allegri si presentò a Napoli, al Teatro San Carlo, disse due cose sacrosante, indiscutibili e definitive.
La prima fu: "Mi dovete perdonare perché ho tolto qualche trofeo al Napoli, qui devo vincere e questo è il palcoscenico giusto per annunciarlo". La seconda, ancora più importante, fu: "Questa rosa mi piace tantissimo, non ho bisogno di niente". Si comportò da uomo azienda. Adesso quelli che parlano di mercato hanno dimenticato le parole pronunciate da Allegri.
Se la rosa non gli fosse piaciuta, avrebbe potuto tranquillamente non accettare. Non era una prescrizione medica. E poi ho un'altra convinzione: se gli avessero comprato altri giocatori, considerato come li rovina e come non riesce a valorizzarli, sarebbe stato persino peggio. Avresti speso ancora più soldi di quelli che hai già speso.
Quindi uscite da questo equivoco e da questa sorta di fratellanza di missionari di Allegri a tutti i costi. Per fortuna esiste la libertà , esistono l'evidenza dei fatti, le prove e le controprove. Quando perdi prima, durante e dopo, sei indifendibile. E dovreste anche provare un po' di vergogna per aver utilizzato il Como in due modi: o per mascherare la sconfitta del Napoli oppure per non parlarne, evitando un paragone che, secondo me, rappresenta la vera notizia di ieri: calcio e anticalcio».