Ultime notizie - Lâex difensore Pasquale Bruno torna a parlare del fenomeno dei simulatori in Serie A, definendolo un problema che mina la credibilità del calcio italiano. Intervistato dal Nuovo Quotidiano di Puglia, Bruno commenta il caso recente del gol annullato a Sottil durante LazioâRoma: âBasta, è arrivato il momento in cui è necessario intervenire con fermezza per mettere la parola fine a questo grave problema del calcio italiano. I simulatori vanno punitiâ.
Bruno descrive lâepisodio allâOlimpico: âIsaksen viene sfiorato sul petto dalla mano di Sottil e quando capisce di non poter fare più nulla per fermare lâavversario decide di buttarsi a terra. Quel che è peggio è che lâattaccante della Lazio si mette le mani sul volto, traendo così in inganno lâarbitro Arena che commette lâerrore più grave dellâintera giornataâ.
Secondo lâex giocatore, il Var avrebbe potuto correggere la decisione: âIl protocollo purtroppo continua ad essere un grande mistero del calcio italiano, perché ogni settimana cambia secondo i casi del giorno. Questo fa solo male al nostro movimentoâ.
Bruno cita alcuni protagonisti: âNe abbiamo tanti e gli arbitri li conoscono bene: Saelemakers, Ricci, Conceicao, Cuadrado, Lautaro e altri ancora sono sempre a terraâ. Per lâex difensore, questa tendenza trasforma il calcio: âIn Italia non câè spazio per il tackle sul pallone, quel gesto tecnico che invece allâestero manda in estasi il pubblico. Offriamo uno sport noioso con decisioni arbitrali che un tempo avrebbero fatto ridere tuttiâ.
Bruno sottolinea la differenza rispetto al passato: âUn tempo si assisteva a duelli rusticani con gli attaccanti, in partita accadeva di tutto e alla fine ci si stringeva la mano. Ora appena un difensore sente un minimo tocco frana al suolo. Tutto questo rende il calcio italiano noiosoâ.
Lâex giocatore chiama dunque a raccolta arbitri, federazione e regolatori: punire chi simula è essenziale per ridare autenticità e spettacolo al campionato.