Ultime notizie - Sarà forse un modo per distogliere lâattenzione dai limiti tattici del Milan, ma lâepisodio di Riyad tra Massimiliano Allegri e Lele Oriali non è un caso isolato. Lo scrive Tancredi Palmeri in un editoriale per Sportitalia, sottolineando come il tecnico rossonero abbia saputo spostare i confini del consentito, tra litigi in campo e escandescenze, senza mai subire conseguenze davvero significative.
âDove per impunità non si intende mancate espulsioni e squalifiche⦠Impunita nello spostare il limite sempre più in là â, osserva Palmeri, sottolineando che il problema non è tanto ricevere sanzioni minime, quanto la libertà morale con cui Allegri agisce oltre il limite, normalizzando comportamenti eccessivi come parte del âpacchetto vincenteâ.
Lâepisodio di Milan-Lazio, con il rigore contestato di Pavlovic, è esemplare: Allegri puntò il dito contro lâarbitro Collu mentre questi si recava al monitor VAR, cercando di influenzarne la decisione. âFino ad adesso nessuno aveva mai violato quella zona franca di una trentina di secondi in cui lâarbitro va al monitorâ, spiega Palmeri. Un gesto che va oltre le parole offensive, configurandosi come una vera e propria intimidazione psicologica, raramente censurata dai media.
Per Palmeri, il punto chiave è che Allegri continua a spostare i limiti del comportamento accettabile, trovando nella cultura calcistica un margine di impunità : âSe sbaglia paga, e finita là . Ma nella modalità , nella libertà moralmente inaccettabile che si prese⦠si muove nellâimpunità â.