Notizie Napoli - Ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli, Massimo Paganin ha condiviso le sue riflessioni su temi di grande attualità calcistica. Dalla memoria di Mircea Lucescu che ha segnato la sua carriera, fino allâanalisi della corsa Champions e alle criticità della Nazionale italiana, Paganin ha offerto spunti interessanti e sinceri, utili per comprendere meglio il momento del calcio italiano:
Massimo Paganin ha aperto il suo intervento con un sentito ricordo di Mircea Lucescu che ha segnato la sua carriera, sottolineando quanto sia stato un maestro non solo di calcio, ma anche di vita. Passando allâattualità , Paganin ha analizzato il finale di stagione di Serie A, evidenziando come lâInter abbia ormai preso un vantaggio importante sulle inseguitrici.
Secondo lui, il Napoli e il Milan sono destinati a qualificarsi per la Champions League, mentre la lotta per il quarto posto sarà accesa tra Juventus, Como e una possibile rimonta dellâAtalanta. Paganin ha sottolineato come la stagione del Napoli sia stata condizionata da numerosi infortuni, ma ha anche riconosciuto la forza della rosa e la possibilità di chiudere il campionato con una serie di vittorie, grazie anche al calendario favorevole.
Nel corso della trasmissione, Paganin si è soffermato sullâimpatto dei grandi campioni nelle squadre di vertice. Ha citato lâesempio di Kevin De Bruyne, sottolineando come la sua presenza abbia cambiato il volto del Napoli, portando una media punti molto alta e offrendo soluzioni tattiche preziose. Paganin ha spiegato che giocatori di questo calibro sono in grado di leggere le situazioni di gioco, facilitare i movimenti dei compagni e creare spazi, rendendo la squadra più imprevedibile e difficile da affrontare. Ha poi parlato di Juan Jesus, definendolo un giocatore dâesperienza capace di adattarsi a diversi ruoli difensivi, anche in situazioni complicate. Secondo lâex calciatore, la maturità e la leadership di Juan Jesus sono state fondamentali per il reparto arretrato, soprattutto in unâannata segnata da tante assenze.
Un altro tema centrale affrontato da Paganin riguarda la crisi della Nazionale italiana. Alla domanda se Antonio Conte possa essere la soluzione per la panchina azzurra, Paganin ha risposto che il problema è più profondo e non si risolve semplicemente cambiando allenatore. Ha spiegato che la mancanza di qualità nei giocatori italiani è il vero nodo da sciogliere e che serve un lavoro strutturale e di lungo periodo, simile a quello fatto dalla Germania in passato.
âCredo sia difficile per un allenatore togliersi da un club per andare ad allenare in Nazionale. Non credo che Conte abbia voglia di rimettersi in discussione in una situzione così complicata. Perchè in questo momento, secondo me, non dipende dallâallenatore della Nazionale ma dalla qualità di quello che il calcio italiano è in grado di produrreâ ha dichiarato. Paganin ha anche evidenziato come le nazionali giovanili italiane siano competitive fino allâUnder-19, ma fatichino nel passaggio alla maggiore, a differenza di altri paesi dove i giovani talenti vengono subito lanciati tra i grandi.
Ha sottolineato la necessità di creare una spina dorsale di giocatori italiani abituati a vincere anche nei club, come accadeva in passato con Juventus, Milan e Inter. Secondo Paganin, senza un progetto serio e continuativo, lâItalia rischia di partecipare ai Mondiali solo per superare il primo turno, senza ambizioni di vittoria. Ha concluso invitando tutto il movimento calcistico a riflettere e a lavorare su una programmazione che possa riportare la Nazionale ai vertici internazionali.