Ultimissime Serie A - Il dibattito attorno al successo dellâInter e al ruolo del suo allenatore si arricchisce di nuove polemiche. Sulle colonne del Messaggero Veneto, il giornalista Giancarlo Padovan torna a criticare duramente Cristian Chivu, anche dopo la conquista dello scudetto. Un attacco che riaccende il confronto tra risultati ottenuti e meriti effettivi in panchina.
Secondo Padovan, il trionfo nerazzurro non sarebbe attribuibile allâallenatore romeno.
"Mi spiace che i fratelli "bauscia" siano in collera con me per quanto dico e scrivo su Cristian Chivu. Ma la mia stima e considerazione per questo allenatore, balzato dalla provinciale Parma alla metropolitana Milano, dopo appena 13 partite in serie A, è inversamente proporzionale ai risultati. Perciò se è inequivocabile che l'Inter abbia vinto con assoluto merito lo scudetto numero 21 della sua storia, ci sono, per me almeno cinque ragioni per non ascriverlo all'allenatore romeno che, al di là delle mie opinabili valutazioni, ha sgualcito la propria immagine sia difendendo l'indifendibile (Bastoni dopo la simulazione con Kalulu), sia attaccando chi criticava il suo pupillo per deficit tecnici (ricordate l'espulsione in Bosnia che ci è costato il Mondiale?), oltre che per dubbie qualità morali.
Prima ragione: l'assenza di idee. Al suo arrivo all'Inter, Chivu non ha né cambiato, né corretto il sistema di gioco di Simone Inzaghi, quel 3-5-2 che si gioca solo in Italia o nelle piaghe del calcio più desolato e desolante, come dimostra l'arretratezza della nostra serie A".
"Seconda ragione: il pessimo bilancio negli scontri diretti. Chivu e la sua squadra hanno perso quasi tutti i confronti, tranne quelli con la Roma e con la Juventus, a San Siro. Successo macchiato dall'espulsione illogica di Kalulu che consentì all'Inter di giocare con un uomo in più e di vincere solo nel recupero.
Terza ragione: nessuna concorrenza attendibile. A mio parere, Inter e Napoli erano le due squadre più forti in base alla rosa e agli investimenti. Ma quella di Conte ha raggiunto, nella stagione, la cifra record di trentotto infortuni che l'hanno costretta prima a rallentare, poi ad alzare bandiera bianca con netto anticipo. Conte, è persino banale ribadirlo, incide e vale il doppio di Chivu, ma con le riserve delle sue riserve anch'egli ha potuto poco.
Quarta ragione: l'importanza dei singoli. Quando l'Inter si è trovata in difficoltà durante le gare più spinose, a toglierla dall'imabarazzo sono stati i singoli, mai il gruppo, meno che mai le intuizioni di Chivu. Prova ne sia la doppia partita con il Como - il ritorno di campionatoe quello di Coppa Italia - quando, sotto di due gol, è stata salvata dai suoi calciatori migliori e dal calo degli avversari.
Quinta ragione: la vergognosa Champions. L'Inter, finalista l'anno scorso e tre anni fa, è stata estromessa dai norvegesi del Bodo Glimt ai playoff, dopo ben cinque sconfitte nella sezione regolare. Il Bodo ha vinto addirittura due volte, in casa e a Milano, facendo arrossire i nerazzurri. La modestia di Chivu si è vista proprio in queste gare costate alla società quasi ottanta milioni. Ma i "bauscia" sono così contenti che non ne vogliono sentir parlare".