Il presidente dei Napoli Legends, l’avvocato Alessandro Picardi, è intervenuto a CalcioNapoli24 Live per raccontare l’iniziativa organizzata a Pozzuoli al fianco delle famiglie sfollate dopo il terremoto. Un gesto di solidarietà che ha acceso i riflettori sulle difficoltà dei residenti e sull’importanza di non lasciare sole le persone colpite.
"Grazie per aver riconosciuto l’importanza di questa iniziativa. Non è mai scontato. C’è stata sicuramente la volontà dei ragazzi, delle leggende, di rispondere a questo grido d’aiuto arrivato attraverso i loro canali social, con tante richieste di messaggi e di non essere dimenticati. L’obiettivo era portare, tra virgolette, un faro di attenzione mediatica. Un’attenzione arrivata anche grazie a CalcioNapoli24, alla vostra presenza e a quella di tanti altri colleghi, come quelli de Il Mattino, Repubblica, la Rai e altre importanti emittenti, come Canale 21 e Canale 9.
Ho visto tante realtà intervenire in modo spontaneo. Questo significa che il gesto di generosità dei ragazzi, nato da una richiesta sui social da parte delle famiglie, è stato colto innanzitutto da voi e, evidentemente, dal territorio. Penso al quindicesimo messaggio privato ricevuto, nel quale la richiesta era sempre la stessa: non si chiedeva un sostegno economico, ma semplicemente: “Aiutateci con la vostra presenza a non essere dimenticati, perché noi siamo gli invisibili”.
Siamo quelli del terremoto senza morti, siamo quelli che stanno fuori casa dal 31 luglio, da quando c’è stata quella scossa. Purtroppo, non stiamo avendo riscontri su quando potremo tornare nelle nostre abitazioni e su cosa si farà. Ognuno si trova in una situazione diversa: c’è chi è andato dai parenti e chi sta ricevendo il contributo. Fondamentalmente, però, le famiglie chiedono sostegno e attenzione da parte delle istituzioni per rientrare quanto prima nelle proprie case. Sappiamo che non è facile e non vogliamo essere populisti: non è questa la nostra volontà.
Ci rendiamo conto, però, che bisogna prendere decisioni il più rapidamente possibile. In assenza di decisioni, ci sono 5.000 persone che vivono da sfollate, sia che si trovino a casa dei parenti sia che ricevano il contributo. Sono persone che vogliono tornare a vivere la propria vita nelle loro abitazioni, tra i propri ricordi. Ieri avete visto una ventina di campioni, da Paolo Cannavaro a Morgan De Sanctis, fino a tantissimi altri che sono venuti generosamente, con mezzi propri e a proprie spese, da diverse parti d’Italia. Sono venuti per camminare in quei luoghi.
La Caritas Diocesana, che ringraziamo per averci chiamato e coinvolto in questo percorso, ci ha fatto da guida e ci ha mostrato le zone più colpite e danneggiate dal terremoto. Ringrazio anche voi per questa considerazione. I ragazzi lo hanno fatto con lo spirito di stare vicino a un popolo dal quale si sentono amati, perché il popolo flegreo è anche popolo napoletano. Quando c’è da scendere in campo, come hanno fatto il 26 maggio per la ricostruzione, i ragazzi rispondono. Anche in questo caso hanno deciso di scendere sul terreno, non quello di gioco, ma quello della strada, per stare accanto alle persone.
Tra gli episodi che mi hanno colpito maggiormente c’è quello che ha coinvolto una delle leggende del gruppo maradoniano: Ciccio Romano. Un bambino che, sicuramente, non ha potuto vederlo giocare ai suoi tempi, perché non era ancora nato, si è avvicinato a lui mentre era commosso dal momento e da ciò che stavamo vivendo insieme, davanti a palazzi molto danneggiati dal terremoto. Il bambino gli ha chiesto: “Tu sei il Tota?”. Il Tota, come lo chiamava Diego, il geometra di centrocampo che metteva ordine. Quel bambino, forse di 14 o 15 anni, riconosceva un giocatore che ha giocato quarant’anni fa. Questo dà la misura di quanto rimanga nel cuore delle persone non soltanto il calcio a Napoli, ma soprattutto il legame che si crea con questi campioni.
Non si tratta di un ricordo che dura 30, 40 o 50 anni: rimane per sempre. Questa è la cosa impressionante, il modo in cui diventano eterni. È bello che questi campioni si mettano a disposizione anche sul piano sociale, per sostenere determinate battaglie. Ogni anno realizzano un video contro la violenza sulle donne e organizzano tantissime iniziative. Hanno disputato sette partite benefiche. Colpisce, poi, vedere come le persone si rivolgano a loro come se fossero dei supereroi".