Napoli-Lazio 1-1: arriva l'editoriale di Umberto Chiariello su Canale 21 e appare tutt'altro che soddisfatto il giornalista dopo il pari di quest'oggi allo stadio Maradona. Evitato l'oblio che ne sarebbe venuto con una sconfitta, sì, ma la situazione - sottolinea - resta disperata.
Io, in controtendenza, sarò quello che non capisce, sarò io il colpevole, il reprobo, visto che oggi è tornato Gattuso a Napoli e tutti ce l'hanno con me perché non amavo Gattuso. Bene. Ma io non capisco perché ci sia questo clima quasi gioioso per aver pareggiato con la Lazio.
Ho visto Allegri, Rrahmani. Ho saputo che lo spogliatoio è sereno. Questo pareggio è stato accolto benissimo. Io non ho mai visto un'azienda in cui si fallisce l'obiettivo aziendale e si è contenti.
Ma avete capito che oggi c'era un solo risultato per il Napoli, per alimentare le speranze di mantenere vivo l'obiettivo aziendale, che è quello di rientrare in Champions League? Perché la situazione di De Laurentiis non è mai stata così grave come adesso.
Quando lui, preso da un delirio di onnipotenza post-Scudetto, decise di fare tutto da solo, cosa di cui poi si è scusato pubblicamente, quell'anno il Napoli precipitò al decimo posto.
Lui era sereno, anzi preferì andare fuori dalle coppe piuttosto che investire su Tudor, che non gli piaceva. «Me lo scelgo io l'allenatore per il prossimo biennio o triennio, a costo di fallire la stagione». E così fece.
Ma sapeva che, prendendo Antonio Conte, avrebbe dovuto investire, e tanto. Sapeva però di partire da un tesoretto importante: avere calciatori come Raspadori, Osimhen e Kvaratskhelia, che avrebbero portato generose plusvalenze. Aveva una squadra con un'età ancora accettabile ed era convinto che quello fosse soltanto un incidente di percorso.
Le previsioni si sono rivelate azzeccate, perché poi lo Scudetto l'ha vinto subito: due in tre anni.
Adesso non è così. Il biennio di Conte, sul piano dei risultati, è stato straordinario, come mai nella storia. Mai nella storia un allenatore è venuto, ha fatto primo e secondo posto e ha vinto una Supercoppa. Spalletti ha fatto soltanto una cosa meglio di lui: non ha vinto la Supercoppa, ma ha raggiunto i quarti di Champions con mille rimpianti. Quello, purtroppo, è il più grande risultato modesto della nostra storia. Pensate che l'Atalanta, che non aveva mai partecipato alla competizione, con quel poco che ha fatto ha fatto meglio di noi.
Ora no. Ora la squadra è vecchia. Plusvalenze ne può fare davvero poche. Se perde i soldi della Champions League, il bilancio va in perdita. Ha il CLA, cioè il costo del lavoro aggregato, che è teso al limite. Proprio per questo, nel mercato di gennaio ha dovuto fare zero a zero, a saldo zero.
La situazione non è affatto florida dal punto di vista economico e i soldi della Champions servirebbero come il pane. L'obiettivo stagionale era: «Finiamo questo ciclo con questi giocatori importanti, che costano tanto, perché il Napoli ha un monte salari molto elevato. Torniamo in Champions e l'anno prossimo vediamo che cosa c'è da fare».
Invece, ora cosa si trova il Napoli? Si trova dei calciatori, investimenti del biennio Conte â 400 milioni di investimenti, e ve li posso contare a uno a uno, sono 400 esatti nel biennio di Conte â che sono rimasti sullo stomaco del Napoli e che non si possono piazzare. Strapagati.
E noi oggi tiriamo un sospiro di sollievo perché il Napoli non ha perso. E dopo il primo tempo capisco anche perché. Perché nel primo tempo, tatticamente e dal punto di vista del gioco, la Lazio è stata migliore del Napoli.
Vedere Vergara fare il Politano, il terzino, a me fa piangere il cuore. Vedere quella fascia destra, che era il nostro punto di forza, devastata in lungo e in largo dalla Lazio, a me fa piangere il cuore. La scelta iniziale di Allegri è stata assolutamente improvvida, perché da lì ci hanno sfondato nel primo tempo.
Il fatto che il Napoli abbia reagito bene e abbia fatto un buon secondo tempo certifica soltanto una cosa positiva: che la squadra non è contro l'allenatore. Ma io questo l'ho sempre detto e sempre saputo. Perciò dico sempre che Allegri non va cacciato, perché un allenatore va cacciato soltanto quando ha lo spogliatoio contro o quando ha perso completamente il controllo.
Il punto è che il Napoli ha reagito, ma ancora una volta non ha vinto. Non è capace di vincere.
Sentite, questa squadra, in cinque confronti diretti giocati, sapete quanti ne ha vinti? Zero. Ha perso in casa con il Como, con l'Inter, in quella partita incredibile, e con la Juventus, in maniera abbastanza netta, in un secondo tempo squallido. Ha pareggiato con Roma e Lazio in casa e deve andare all'Olimpico due volte.
Oggi era l'ultima volta, l'ultima chiamata per il morto, come si suol dire cinematograficamente parlando, perché la Lazio, che è a distanza siderale, per poterla avvicinare bisognava batterla. Invece la Lazio rimane in testa alla classifica con 29 punti, 14 in più del Napoli alla sosta di novembre. Avreste mai immaginato una cosa del genere?
Se leggete la formazione della Lazio, Mandas era un portiere che si sono trovati in casa perché non sapevano a chi darlo in prestito. Nessuno lo voleva. Avendo perso Provedel, hanno dovuto rimettere Mandas tra i pali, che è anche il portiere più basso della Serie A. Nessuno pensava potesse giocare titolare. Sta facendo cose straordinarie.
Il terzino destro è uno che stava in Serie B, Floriani, che ha trovato spazio perché Marusic si è infortunato. La coppia centrale, non ne parliamo proprio. Provedel era la riserva della coppia dell'anno scorso e Sutalo era uno svincolato. Tavares era considerato uno da mandare via perché era sempre rotto ed era un giocatore che rappresentava un problema più che una risorsa per la Lazio. Tant'è vero che hanno cercato un terzino sinistro a tutti i costi.
Dopodiché, a centrocampo hanno riesumato un Belahyane che era stato letteralmente buttato via da Sarri e in attacco hanno uno che si chiama Noslin, che non giocava titolare neanche a Verona, tra poco.
Bene, questa squadra oggi li ha valorizzati tutti. Provedel è diventato un difensore importantissimo. Floriani si sta affermando. Mandas sta facendo un campionato meraviglioso. [Nome da verificare] e Frattesi sono due mezzali di livello e Isaksen è diventato un'ala di grande rilievo. Oltre a Zaccagni, che è una garanzia quando c'è, perché anche lui si fa spesso male. E Noslin è un giocatore totalmente diverso rispetto al passato.
Perché? Perché è una squadra che funziona.
Ma vogliamo mettere i loro e i nostri? Ma quanti, sulla carta, giocherebbero titolari nel Napoli? Due? Forse tre? Quanti? A parità di condizioni, con le cose normali, non nel metaverso che stiamo vivendo oggi.
Ebbene, invece siamo contenti perché oggi abbiamo avuto la notizia che il moribondo non è morto. Ma rimane grave, però. Perché il Napoli è decimo in classifica e non vince. Anche quando ha rimontato la partita, sembrava che potesse azzannarla alla gola, ma non è stato capace di vincerla.
Ma Allegri dice: «Va tutto bene, madama la marchesa», perché lui è rimasto sulla panchina e non è stato cacciato. De Laurentiis ha tirato un sospiro di sollievo perché non voleva buttare 27 milioni di euro che ha firmato per il contratto a questo signore.
Dopodiché, la squadra si sente sollevata perché andrà alla pausa con l'ennesima sconfitta. Sarebbe stata una tragedia.
Insomma, siamo arrivati sul ciglio del baratro e non siamo caduti di sotto. Ma le due ruote stanno ancora fuori. E voi siete tutti contenti. Beati voi. Io sarei incazzato nero.
E invece ho visto Allegri sereno, Rrahmani sorridente, i ragazzi uscire tranquilli. Pericolo scampato.
Conte avrebbe detto che lui il morto non lo avrebbe mai accompagnato. Ma il moribondo Allegri sì. E mi sembra che non sia una buona notizia".