Gian Paolo Calvarese, ex arbitro e moviolista, commenta gli episodi di Atalanta-Napoli su YouTube.
âCâera il rigore per il contatto tra Hojlund e Hien in Atalanta-Napoli? Ã stato giusto annullare il gol di Gutierrez per un precedente fallo dello stesso Hojlund su Hien?
Partiamo dal primo episodio, che è davvero complesso, oserei dire âgrigioâ. Siamo in una situazione di uno contro uno piuttosto statica: Hien è in marcatura, inizialmente prova a contenere anche con le braccia, poi câè un contatto con il ginocchio. Un contatto che, oggettivamente, dal campo per dinamica e posizione esiste. Chiffi fischia calcio di rigore.
Una decisione che, analizzata nellâimmediatezza, è sostenibile. à un rigore leggero, certo, ma dinamicamente difendibile, perché quel ginocchio va a ostacolare lâattaccante che avrebbe potuto proseguire la corsa verso il pallone. Si può discutere sullâintensità , sullâentità del contatto, su quanto sia stato determinante, ma il vero punto, secondo me, non è il rigore in sé, bensì lâintervento del VAR.
Aureliano, infatti, richiama Chiffi alla review. E così, a mio avviso, si azzera completamente la soglia di intervento del VAR che avevamo visto fino a oggi. à proprio questo che mi preoccupa: lâintegrità del campionato passa anche dalla coerenza nella soglia di intervento del VAR. Non si può modificare in corsa questo criterio.
Invece cosa vediamo? Siamo passati dal mancato richiamo per il contatto MkhitaryanâDi Lorenzo in Napoli-Inter, a quello effettuato per un rigore come quello di Cornet su Vergara in Genoa-Napoli, fino ad arrivare addirittura alla revoca di un contatto come quello di Bergamo.
Nel momento in cui il VAR decide di intervenire sul primo episodio â pur non essendo io dâaccordo con quella valutazione â faccio fatica a comprendere come, nel secondo tempo, non si possa intervenire anche sul contatto tra Hojlund e Hien avvenuto prima del gol di Gutierrez, poi annullato proprio per un presunto fallo del danese sullo svedese. In quellâoccasione Chiffi lascia correre e fischia soltanto dopo la segnatura della rete; ma, rivedendo le immagini televisive, su quel contatto sembra esserci davvero poco o nulla di falloso.
E allora il punto diventa questo: se nel primo tempo si decide di revocare un calcio di rigore per un contatto oggettivamente minimo, come si può non intervenire in questo secondo caso?
Questo, secondo me, è lâemblema della mancata uniformità allâinterno della stessa partita e, più in generale, dello stesso campionato. Una soglia di intervento che ormai non è più chiara, non è facilmente percepibile e finisce per confondere arbitri, giocatori, addetti ai lavori e tifosi.
Ed è questo, a mio giudizio, il vero problema: non il singolo rigore, ma la mancanza di una linea coerenteâ