Mirko Conte: "Sarri e Conte, ecco cos'hanno in comune! Antonio ti entra nella testa in poco tempo"

Le Interviste  
Mirko Conte: Sarri e Conte, ecco cos'hanno in comune! Antonio ti entra nella testa in poco tempo

Verso Lazio-Napoli, parla Mirko Conte che è stato allenato sia da Sarri che da Antonio: l'intervista

Ultime notizie SSC Napoli - L'allenatore Mirko Conte, che vent'anni fa giocava nell'Arezzo in cui si alternarono SarriConte, ha rilasciato un'intervista a Il Mattino alla vigilia di Lazio-Napoli. Ecco alcuni passaggi interessanti dell'intervista al tecnico che 20 anni fa all'Arezzo vide la panchina passare da Antonio a Maurizio e poi ancora a Antonio.

«L'impatto fu importante con entrambi. La prima cosa che pensai? Loro non c'entravano niente con quella categoria».

Da Conte a Sarri, quindi ancora Conte: una stagione impegnativa quella 2006-2007.
«Quando cambi allenatori così vuol dire che qualcosa non va, ma di entrambi mi è rimasto il senso del lavoro, l'impatto che hanno avuto sul gruppo. Ci sono tanti punti in comune che forse sembrano difficili da immaginare».

Mirko Conte

Ce ne racconta qualcuno?
«Sia Sarri che Conte hanno una incredibile gestione del gruppo. Sanno come parlare ai calciatori, quando farlo. E poi erano due allenatori che studiavano tutto in ogni minimo dettaglio».

Erano settimane complicate in allenamento?
«Le settimane si differenziavano ogni volta. A seconda del tipo di avversario che avremmo affrontato. Ecco: con entrambi non siamo mai andati in campo senza conoscere perfettamente ogni cosa dell'altra squadra».

Quale fu la prima impressione?
«Capimmo subito che in quella categoria stavano stretti. E infatti poi il futuro ha dato ragione a me e a tanti altri. Erano due che vedevano lontano in quel momento».

Cosa "ruberebbe" a entrambi per la sua carriera in panchina?
«Sono due grandi allenatori ma soprattutto due uomini di spessore. Questo poi fa la differenza. Umanamente sanno come trarre il massimo dal gruppo e come gestire i momenti più complicati».

Un punto in comune?
«Erano e sono rimasti grandi strateghi. Ogni partita fa storia a sé e va preparata non con il solito copione. Si modellavano in base agli avversari del weekend».

Un'altra differenza tra i due?
«L'impatto: a Conte spesso bastano poche settimane per entrare nella testa di un gruppo, a Sarri serve un po' di tempo in più. Questo è stato chiaro nella sua esperienza a Napoli ma dopo è cambiato anche lui, riuscendo a modellare sempre le sue idee».

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