Zvone Boban torna a parlare del Milan e lo fa con parole particolarmente nette. Dal palco del Festival dello Sport di Trento, lâex centrocampista e dirigente rossonero ha affrontato diversi temi, dalle ambizioni del club in Europa fino al ricordo della storica finale di Champions League vinta contro il Barcellona nel 1994.
Parlando delle prospettive di Milan e Juventus in Europa League, Boban ha sottolineato le difficoltà della competizione, invitando entrambe le italiane a puntare in alto: âLa vittoria dellâEuropa League porta alla Champions, noi parliamo di blasone. Milan e Juve ci devono provare ma non sarà così semplice. Ci sono squadre che non hanno grande blasone ma sono squadre vere, quelle della Premier meno conosciute e in quelle squadre ci sono giocatori come Olise e come Vitinha che vanno poi a giocare nei grandi club. Ci devono provare Juve e Milan ma devono trovare la loro strada. Hanno giocatori esperti e forti in alcuni casi e possono puntare fino alla fine ad arrivare nella fase finale. E mi aspetto che una di loro arrivi almeno in semifinale perché non ci sia delusione da questo punto di vista. Poi vincerla è un altro discorsoâ.
Lâex rossonero ha poi criticato lâattuale dimensione delle ambizioni del Milan, facendo anche un paragone con il Napoli: «Capello prima diceva che lâobiettivo del Milan è arrivare in Champions. Pensa quanto ci siamo adattati alla non ambizione. Allora non è il Milan se quella è lâambizione, allora non abbiamo capito nulla se lâambizione è quella. Nulla ha senso. La Juve, il Milan, devono avere lâambizione. LâInter ce lâha dentro. Devi vincere, non partecipare Quasi il Napoli ha forse maggior coscienza e ambizione di vincere o di dover vincere rispetto a noi. Se soffro a vedere il Milan ridotto così? Con tutto il rispetto, e io amo profondamente Napoli, ma il Milan è il Milan».
Boban ha infine ricordato la finale di Champions del 18 maggio 1994 contro il Barcellona: âPer quella partita abbiamo cambiato gioco, forse nessuno se nâera accorto. Capello ha preparato la partita individualmente e disse: âSe siete degli uomini veri oggi lo dimostrateâ. Per me e per il Milan quel 18 maggio 1994, la finale con il Barcellona è rimasta nella storia della Championsâ.