Mauro Esposito: "Sempre palla a terra, Spalletti si arrabbiava se si alzava: non mi aspettavo un Napoli così bello"

Le Interviste  
Mauro Esposito: Sempre palla a terra, Spalletti si arrabbiava se si alzava: non mi aspettavo un Napoli così bello

Il commento di Mauro Esposito

A Radio CRC nel corso della trasmissione “Si Gonfia la Rete” di Raffaele Auriemma è intervenuto Mauro Esposito, ex calciatore

“I quarti di Champions che giocai con Spalletti alla Roma? Esordii in quel caso contro il Manchester United e ebbi l’occasione di pareggiare, me la ricordo sempre quell’occasione. Valeva tantissimo per me. Era una partita importantissima. Spalletti è sempre stato un grande, a prescindere dalla partita che andavamo ad affrontare, lui la preparava sempre alla stessa maniera. Era maniacale e curava i minimi dettagli sempre. Preferisce sempre il bel calcio e fa giocare le proprie squadre bene sempre con palla a terra. Anche negli allenamenti si arrabbiava se la palla si alzava.

Se mi aspettavo un exploit del genere da parte del Napoli? Conoscendo Spalletti mi aspettavo che facessero bene, anche se non mi aspettavo un Napoli così bello e che a due mesi dalla fine del campionato ha 19 punti di vantaggio sulla seconda. Mi aspettavo potesse fare un grande campionato perché conosco Spalletti e so come lavora. Giocatori come Kvaratskhelia, Simeone e Kim sono stati trasformati in grandi giocatori. Quando dico che è bravissimo ad esaltare le caratteristiche dei vari giocatori parlo del fatto che sia stato bravo a scegliere i giocatori adatti al suo progetto. Esaltava ed esalta le caratteristiche dei giocatori. Mancini per esempio con lui fece un grande campionato. Sceglie a posta i giocatori per il suo progetto e si vede con quello che ha fatto col Napoli quest’anno.

Non ci si aspettava che i giocatori facessero da subito così bene. Poi una squadra che gioca così bene in un campionato non di grandissima qualità ne ha trovato grande beneficio e merita di vincere lo scudetto per la stagione straordinaria che sta facendo. Pierpaolo Marino mi venne a vedere sul campo di Somma Vesuviana e mi portò a Pescara a giocare quando avevo 12 anni. Ho fatto tutto il settore giovanile qui, mi trovo benissimo, è una seconda casa perché amo Napoli alla follia. Il mio sogno era di giocare a Napoli e dopo il primo anno alla Roma volevo farlo, poi ancora ad oggi non ho mai saputo il motivo per il quale non si sia concretizzato questo trasferimento. Ho vissuto il primo scudetto in Curva A e sono un grande tifoso. Da napoletano giocare per la squadra della propria città sarebbe stato bellissimo”.

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