Michele Marcolini ha parlato all'edizione odierna del Corriere di Verona. Il centrocampista mancino 42enne attualmente frequenta il corso di Coverciano per 'Allenatori professionisti Uefa Pro', ma è un ex Chievo Verona rinominato 'signor 11 metri' dopo il 18 gennaio 2009, quando nel 2-1 del Bentegodi i veronesi batterono per la prima volta in Serie A il Napoli. Ecco l'intervista a Marcolini:
Partiamo da lì, Marcolini: otto anni dopo, quella doppietta su rigore è ancora un ricordo vivo?
«A livello personale sì. Segnò una svolta: da lì partì una cavalcata salvezza quasi impronosticabile (a Natale il Chievo era ultimo, ndr). Fu la mia prima doppietta in A, peraltro. C’era Gianello in porta (veronese, ex Chievo, ndr) e calciai “aperto” in entrambi i casi: ero molto sereno in quel periodo, avevo trovato il mio tempo e la mia soluzione, rincorsa breve, aspettando fino alla fine la mossa del portiere».
A proposito di mosse, quelle di Maran e Sarri che partita disegneranno?
«Non è facile dirlo. Di certo il Chievo si prepara per un pomeriggio complicato. Il Napoli è nel top d’Europa, adesso, per qualità di gioco. Trova il gol con una facilità disarmante. E lo trova grazie a una manovra organizzata benissimo: sembrano degli orologi, i giocatori di Sarri».
Stupore per il doppio 1-4 incassato dal Chievo con Milan e Sampdoria?
«Dico la verità, non le ho viste. Ma tutti quelli che le hanno viste m’hanno riferito la stessa cosa: se c’era una squadra che meritava di essere in vantaggio, nel primo tempo di Genova, quella era il Chievo...».
Certi inciampi, specie dopo strisce di risultati utili, s’erano visti spesso nel passato del Chievo in A, anche quando c’era lei...
«In A il livello è comunque alto: basta un piccolo calo, con gli episodi che ti girano contro, e il risultato non arriva. Penso che qualche battuta d’arresto, in questo senso, ci stia».
E ci starebbe, secondo lei, uno scambio Inglese-Milik a gennaio, con il secondo in prestito qui fino a giugno, come da ipotesi che circola da settimane intorno a Chievo e Napoli?
«A livello personale se Inglese si trasferisse in anticipo a Napoli (in anticipo rispetto alla cessione già ratificata in estate, ndr) sarei felice per lui. Nell’ottica del Chievo, bisogna vedere in quali condizioni si presenterebbe Milik. Lui è un crac, potenzialmente, ma se non sta bene farebbe fatica a giocare anche qui».
Peraltro Milik si fermerebbe solo 6 mesi: un affare poco stimolante per il Chievo se visto in prospettiva?
«Non è detto. Diciamo che otterresti il meglio che puoi ottenere per la seconda parte di torneo. E con Milik in rosa, potresti scegliere con calma il profilo giusto per sostituire Inglese l’anno prossimo».