Per la questione stadio, tra Manfredi e De Laurentiis siamo allo «scontro finale» come scrive il Corriere del Mezzogiorno. Le parole del presidente azzurro nella conferenza di fine campionato mentre prendeva atto della volontà di Conte di andar via, sono state probabilmente «la goccia» che ha definitivamente mandato allâaria quel barlume di diplomazia che legava ancora le parti. Dove per parti si intendono il sindaco Manfredi (quindi il Comune di Napoli); la Regione Campania, con Fico direttamente tirato in ballo. E perfino il governo: tutti finiti nel mirino del produttore.
«Tu immagina di dover combattere con i sindaci di questa città â le parole di De Laurentiis in diretta su Dazn â. Magari poi scopri che hai un sindaco juventino come lâultimo al quale non interessa nulla», dice riferendosi a Manfredi. Eppoi: «Ho vinto due scudetti, ma ancora oggi ho lo stadio solo il giorno prima, quello della partita e il giorno dopo per pulirglielo. Secondo me è ridicolo. Solo uno con gli attributi di ferro come me ha supportato e sopportato lâidea del calcio a Napoli». Ed ancora: «Ho fatto tanti progetti per il Maradona, ho verificato lâinadeguatezza di una ristrutturazione». Quindi lâaffondo che ha scatenato poi la reazione di Manfredi. «Ho detto al presidente Fico â ha detto De Laurentiis â che se si azzarda a dare 200 milioni al Comune per il Maradona non investo più un euro a Napoli; si prende questa responsabilità . Ho trovato un terreno di 38 ettari che la Q8 sta bonificando. Se il sindaco non si mette di traverso in due anni posso aver costruito uno stadio da 70 mila posti totalmente finanziato». Parole che hanno lasciato il segno. E se il governatore Fico ha glissato â mentre gli uffici della Regione procedono con il lavoro, in vista del Bilancio 2026-2028, per il provvedimento che finanzierà gli interventi sul Maradona â Manfredi, che notoriamente non alza mai i toni dello scontro, questa volta ha risposto. e come in una partita a poker, il sindaco ha voluto «vedere» che «punto» ha tra le mani De Laurentiis. «Se il presidente vuole fare un investimento privato facendo uno stadio nuovo â dice â noi siamo solo contenti», le parole del sindaco. Che rimarca: «Ma stiamo aspettando questi progetti da tanto tempo: siamo partiti prima dalla riqualificazione del Maradona, poi siamo andati a Bagnoli, poi al Centro direzionale, adesso siamo nellâex area Q8. Quando arriverà questo progetto noi lo valuteremo con la massima disponibilità e nei tempi più rapidi possibili, ma fino ad ora non è arrivato». Ed ancora: «Noi abbiamo lo stadio Maradona e stiamo lavorando ad un progetto, anche con tutte le istituzioni sportive nazionali e internazionali, per una riqualificazione della struttura che è un bene pubblico e della collettività e noi vogliamo garantire ai tifosi e alla squadra maggiore comfort e una condizione di maggiore fruibilità ». Uno stadio da 60 mila posti che porti nelle casse del Comune soldi per il calcio e per gli eventi. Ma che sia «totalmente a disposizione del presidente del Napoli, ora e in futuro».
Dal canto suo, il governo Meloni punta â anche â su Napoli, sperando che lâUefa accolga il progetto-stadio per gli Europei di calcio del â32. Appuntamento che seguirebbe lâAmericaâs Cup e a cui potrebbero aggiugnersi perfino alle Olimpiadi 2036 o 2040: un «filotto» di appuntamenti che cambierebbero volto alla città . Unâidea, questâultima, rilanciata direttamente dal presidente del Coni, Luciano Buonfiglio: «Organizzare i Giochi in Italia sarebbe un modo molto attraente per costruire una vera e propria legacy ; Roma e Napoli (le farebbero in partnership, ndr ) da questo punto di vista meritano attenzione. Bisogna investire a livello di impianti di prossimità ».
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