Ultime notizie calcio - Il futuro della FIGC entra nel vivo tra manovre politiche e divisioni interne al sistema calcio. La possibile candidatura di Giovanni Malagò alla presidenza divide infatti istituzioni e club, mentre dal Governo arrivano segnali di apertura a soluzioni alternative.
Il nome di Malagò per la FIGC è sostenuto dalla maggioranza della Lega Serie A, che si riunirà a Milano per esprimere un orientamento ufficiale in vista delle elezioni del 22 giugno. Un passaggio chiave dopo le dimissioni di Gabriele Gravina, arrivate in seguito alla mancata qualificazione dellâItalia ai Mondiali 2026.
Non tutti, però, sono sulla stessa linea. Il Governo, infatti, guarda con cautela alla candidatura dellâex presidente del CONI, mentre prende quota lâipotesi di un commissario per avviare una fase di riforme. In questo scenario si inseriscono anche le valutazioni del ministro dellâEconomia Giancarlo Giorgetti, che avrebbe affrontato il tema con Giuseppe Marotta durante un incontro al Quirinale.
A frenare ulteriormente la corsa di Malagò è anche la posizione di Claudio Lotito, tra i più convinti sostenitori della soluzione commissariale, condivisa anche da una parte del sistema calcistico. Sulla stessa lunghezza dâonda il ministro dello Sport Andrea Abodi, favorevole a un cambio strutturale prima di una nuova elezione.
Nel dibattito è intervenuto anche il vicepremier Matteo Salvini, che ha espresso una posizione chiara sul possibile nuovo presidente. "Onestamente preferirei guardare avanti. Se il calcio italiano ha bisogno di un ricambio, mi piacerebbe qualche volto nuovo".
Salvini ha poi commentato anche le parole di Gravina: "Onestamente con tutti i problemi che ho da ministro dei Trasporti in questo momento non ho letto lo sfogo di Gravina. Non so cosa abbia detto, però non mi manca come presidente della Federcalcio".
Intanto, dietro le quinte, si muovono anche altri equilibri: lo stesso Gravina potrebbe ancora avere un ruolo determinante grazie ai rapporti con le componenti federali, in particolare sindacato calciatori e allenatori. Un elemento che potrebbe incidere sugli equilibri dellâelezione.
Le prossime ore saranno decisive per chiarire gli schieramenti. Tra sostegno politico, divisioni interne e ipotesi commissariamento, il futuro della governance del calcio italiano resta più incerto che mai.